A mettere fine ad una relazione d’amore è questo particolare che molti sottovalutano

Uno degli spettacoli più tristi cui ti capita di assistere è quello che mette in scena un amore finto. Due individui continuano a condividere il letto e il tetto coniugale, ma non vogliano realmente farlo. Non sanno più cosa li tenga uniti. O meglio lo sanno bene ma non trovano la forza di dirlo ad alta voce anzitutto a se stessi.

A vederli, si intuisce che sono incapaci di camminare in direzione di un futuro diverso. Sembrano avere piedi di piombo che impediscono loro di mettersi a correre. Correre per scappare e reinventarsi dopo la fine di una relazione che non ha più alcunché da dare. E la corsa inizia quando riesco a trovare il coraggio e a superare la paura della solitudine e dell’abbandono.

Mi accorgo che a trattenermi al suo fianco non è il desiderio di affidargli il racconto della mia vita. E non è neanche la gioia di veder esultare il mio corpo al contatto col suo. Resto e non vado via perché mi spaventa di dover andare avanti senza il sostegno della sua presenza.

Un po’ come se evitassi di tuffarmi in una piscina per timore che sia vuota e che non vi sia l’acqua ad accogliermi. Quanti tuffi ancora mi perderò? Quante volte vedrò altri asciugarsi al sole mentre io mi ostino a rimanere all’ombra?

Come salvare se stessi dalla paura del domani

Quando la paura mi tiene in ostaggio mi sento come avvolta da una nube tossica. Mi viene naturale trattenere il respiro e cercare una via di fuga. Ma non voglio più vivere in apnea e in attesa di trovare il coraggio di fuggire. Mi dicono che dovrei infatti salvare me stessa.

Secondo gli esperti, l’apatia e la tristezza sono già in noi se notiamo alcuni piccoli cambiamenti. So perfettamente che dovrei scappare per darmi un’altra opportunità. E ciò perché esistono tantissime possibilità e alternative. Vivo momenti di sconforto in cui credo che ormai la partita sia persa. Che la vita futura difficilmente mi regalerà occasioni per tornare ad alzarmi con determinazione.

Mi attraversano però anche correnti di entusiasmo in cui ho forte la sensazione che a breve riporterò una vittoria memorabile. E questo perché ogni stagione porta la novità di emozioni diverse. Ma perché io possa percepirle sarà necessario che io cambi disposizione d’animo.

Alla fine di un lungo inverno mi adopero per il cambio di stagione. I vestiti più pesanti lasciano il posto alla leggerezza degli abiti estivi. Così dovrà accadere nella mia mente. Dovrò rimuovere quel che resta di una storia che non mi basta più. Soltanto facendo largo potrò accogliere il nuovo. 

A mettere fine ad una relazione d’amore è questo particolare che molti sottovalutano

La difficoltà maggiore con cui mi scontro riguarda in particolare la consapevolezza che l’intesa è venuta meno. L’iniziale spinta emozionale che mi portava a cercare la compagnia e l’interesse della persona amata è andata perduta. Continuare o costringersi a stare ancora insieme non sempre è sufficiente a rianimare sentimenti ed emozioni di un tempo. 

Ma come esser sicuri che una storia d’amore appartiene al passato? Che sopravvive per inerzia nel presente e non avrà un futuro migliore? Da cosa intuirò che la relazione è del tutto insalvabile? Vi sono alcuni piccoli segnali che se interpretati con attenzione probabilmente mi indicheranno la direzione in cui andare. Secondo il parere degli esperti, a voler condensare in una parola forte quel che caratterizza un amore finito si dovrebbe usare il termine “indifferenza”. 

Questo è il particolare atteggiamento mentale che decreta la fine di una relazione d’amore. Al contrario, due partner che ancora litigano e si lanciano stoviglie forse stanno ancora e disperatamente cercando di comunicare qualcosa. E magari coltivano anche la speranza di ritrovarsi. 

Dicono che persino un tradimento potrebbe nascondere il desiderio di attirare su di sé l’attenzione di chi amiamo. E comunque contiene un messaggio da interpretare e da cui riprendere il dialogo. Ma quando anche le parole vengono meno emerge in tutta la sua evidenza il disinteresse per l’altro. La parola che potrebbe essere carezza o lama tagliente cede il passo al silenzio. Ci si scambiano comunicazioni di servizio che nulla dicono delle tenebre che avvolgono la relazione.

Se l’altro diventa indifferente vuol dire che non può suscitare alcuna reazione. Il battito cardiaco si è fermato ed è inutile trattenersi al fianco di quel che non riprenderà vita. Sento che se rimanessi impigliata in una relazione priva di presente e di futuro finirei col perdere me stessa. Non potrò salire sul prossimo treno finché mi ostinerò a star ferma su un binario morto.

E potrei anche trovarmi a dover combattere contro disturbi somatoformi. O prigioniera dell’ansia di vivere in una stanza senza porte e finestre. Se solo trovassi il coraggio di rischiare un’altra partenza riprenderei a respirare a pieni polmoni.

Ma la forza d’animo mi arriverà quando deciderò di vincere la guerra contro tutte le mie paure. Non mi resta che intraprendere battaglie quotidiane. E ce la farò perché oggi, rispetto a ieri, sento che lo voglio.

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