Come abituare il cervello a studiare e tenere a mente tantissime informazioni

Ci sono alcune particolari strategie che permettono di potenziare le capacità dell’intelletto. Gli studenti che devono affrontare la fatica di memorizzare interi volumi spesso non riescono a dare il meglio di sé. Ciò potrebbe dipendere da un cattivo metodo di studio o dalla mancanza di allenamento alla memorizzazione. Entrambe queste difficoltà possono penalizzare in misura rilevante l’esito degli esami e avere una ricaduta negativa sulla propria autostima. Per rafforzare il senso di efficacia e sperimentare il successo in campo scolastico e universitario bisogna sgomberare il campo dall’ansia da prestazione. Molti studenti vivono con terrore l’appuntamento con gli esami e trascorrono notti insonni.

Esistono alcune tecniche che suggeriscono cosa fare quando non si riesce a dormire subito per l’ansia o le preoccupazioni. Anche chi si è ormai lasciato alle spalle gli anni dell’università potrebbe sperimentare stati di agitazione legati alle richieste professionali. D’altro canto, dopo i cinquanta anni si potrebbe cominciare a registrare un declino delle abilità mnemoniche. Molti si rendono conto di non avere più quella freschezza e plasticità che consentiva loro di ricordare eventi e date. Ciò potrebbe dipendere anche da una condizione di spossatezza e affaticamento psicofisico legata a periodi di intenso stress e di scarso riposo. A tal fine sarebbe opportuno capire anzitutto cosa succede al cervello quando si dorme poco.

Come aumentare la concentrazione

Perché il cervello possa rispondere in modo pronto ed efficace a compiti e richieste è necessario un miglioramento delle capacità di accogliere nuovi dati. Per inserire un maggior numero di informazioni nella memoria di lavoro bisogna anzitutto puntare su un più alto livello di concentrazione. Una mente distratta non sarà mai in grado non solo di raccogliere, ma neanche di conservare gli stimoli ricevuti. Alcuni studi hanno indagato gli effetti di alcune bevande a base di caffeina sui tempi di apprendimento e di reazione. Stando ai risultati dello studio si registra una maggiore precisione nella elaborazione delle informazioni.

Lo sforzo cognitivo migliora anche nella misura in cui l’attività di studio avviene dopo un effettivo riposo. Perdere ore di sonno o trascorrere notti sui libri non garantirebbe benefici dello studio. Sarebbe preferibile suddividere il tempo da dedicare alla memorizzazione di nuovi concetti in brevi sessioni durante la giornata.

Come abituare il cervello a studiare e tenere a mente tantissime informazioni

A ciò si aggiunga che fissare una ruotine di lavoro e seguirla favorisce notevolmente la concentrazione. Ad un più elevato livello di attenzione corrisponde inoltre una netta riduzione dei tempi necessari ad immagazzinare dati e concetti. Bisogna pertanto tenere a distanza tutti i possibili distrattori come smartphone, computer, tv, auricolari che possono interferire con il raggiungimento di uno stato di concentrazione. Le continue interruzioni penalizzano infatti l’elaborazione e successiva memorizzazione dei testi. Il cervello viene infatti costretto di volta in volta a recuperare e a rimettere a fuoco l’attenzione dopo le frequenti pause.

Infine per quanto banale possa sembrare l’abitudine allo studio si crea attraverso la ripetizione, ossia il costante esercizio. Più ore si riserveranno alle attività cognitive, più la nostra mente troverà semplice impegnarsi nello sforzo intellettivo. Può inoltre servire da stimolo il porsi degli obiettivi precisi e piacevoli per intervallare i momenti dello studio a quelli dello svago. Si potrebbe frazionare il tempo dello studio in tappe e al conseguimento di ognuna di esse concedersi una pausa caffè, una telefonata, una breve uscita, ecc. Avere una meta da raggiungere aiuta dovrebbe infatti far avvertire meno il peso di un compito impegnativo.

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