Come aiutare il bambino a superare l’ansia da separazione

La relazione di attaccamento che s’instaura tra genitore e figlio può influenzare in maniera marcata il modo in cui il piccolo vive determinate situazioni. Una di queste interessa il vissuto legato al momento del distacco che avviene in differenti contesti. S’immagini il momento in cui si lascia il proprio figlio a scuola, in palestra, al centro estivo o altro.

Aiutare il bambino a superare l’ansia da separazione è un compito che il genitore o la figura di accudimento può realizzare attraverso alcuni accorgimenti. Creando l’ambiente emotivo adeguato si potrà evitare che il bambino sperimenti angoscia e disperazione eccessive connessi alla paura di perdere il genitore.

Come funziona il processo di separazione nei bambini e quando preoccuparsi

L’ansia da separazione descrive un fenomeno secondo il quale il soggetto prova un’irrefrenabile paura rispetto al distacco da un ambiente o una persona familiare. Un simile vissuto fa parte del normale processo di sviluppo del piccolo, ma talvolta potrebbe diventare patologico e ingenerare un disturbo invalidante. In alcuni casi le manifestazioni della forte ansia da separazione si ripercuotono anche in età adulta. Il bambino che vive questo stato presenta sintomi fisici e psichici intensi che hanno delle ricadute negative sul piano sociale, affettivo, scolastico e psico-fisico. 

Il processo di separazione rappresenta una tappa fondamentale e allo stesso tempo estremamente delicata in alcuni periodi dello sviluppo infantile. L’ansia e l’angoscia legate a questo processo iniziano a farsi evidenti intorno ai 13/18 mesi per poi diminuire gradualmente tra 3 e 5 anni. In questa fase il bambino non ha ancora acquisito consapevolezza sulle dimensioni di spazio e tempo. Allo stesso tempo ha imparato a riconoscere le sue figure di accudimento e a ricercarle. Pertanto, quando non vedrà più la mamma o il papà penserà letteralmente che siano scomparsi, che non torneranno più. Per questo motivo è fondamentale che il caregiver rappresenti per il piccolo una base sicura. Egli deve essere una risorsa sul piano affettivo ed emotivo tale da sostenere il bambino nel processo di separazione e non caricarlo di ulteriori ansie. 

Come aiutare il bambino a superare l’ansia da separazione

Ci sono diversi modi con cui il bambino può manifestare l’ansia e la paura della separazione. Potrebbe farlo attraverso domande tese a sapere dove stia andando il genitore o preoccupazioni sulla propria condizione. Oppure, potrebbe sviluppare sintomi fisici come mal di pancia, pianto, battito cardiaco accelerato o respiro affannoso. Per aiutarlo a digerire questo momento senza che lo interiorizzi come eccessivamente angoscioso, esistono diverse strategie che il genitore può mettere in campo.

Un primo aspetto riguarda l’ascolto. Dare cittadinanza a quello che il bambino sente, anziché rigettarlo, sminuirlo o banalizzarlo, è un modo per consentirgli di esprimere le sue emozioni. Lo si può anche aiutare a verbalizzare il proprio stato emotivo rassicurandolo attraverso frasi del tipo “Capisco come ti senti, so cosa stai provando”. Un altro modo per abbassare l’ansia da separazione consiste nell’offrire spiegazioni su quello che sta accadendo e su cosa sta vivendo il bambino. In questo modo egli si sentirà compreso, ascoltato e rassicurato. Spesso il bambino ansioso necessita di un maggiore senso di sicurezza. Pertanto, illustrargli il programma della giornata offrendogli una scelta, in alcuni momenti può smorzare il senso di angoscia percepita.

È fondamentale che il genitore rimanga tranquillo e sereno nel momento della separazione e che favorisca la partecipazione del bambino alle diverse attività. In questa maniera, il piccolo si sentirà maggiormente pronto ad uscire dal nido senza vivere la pressante angoscia di distruzione dell’idillio familiare.

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