Come capire se un genitore è tossico e disfunzionale

Il rapporto che ciascun figlio ha con il proprio genitore talvolta può nascondere delle componenti di dolore che ciascuno porta dentro di sé. A volte le insoddisfazioni, i malesseri del genitore hanno delle ricadute sull’interazione e sul legame filiale. Le cicatrici di questi vissuti dolorosi sono quasi impossibili da rimuovere totalmente o da elaborare in totale autonomia. Quando si instaura un legame disfunzionale, si potrebbe voler capire se il genitore è un elemento tossico e stia minando la serenità della relazione. Esistono alcuni elementi che si possono notare all’interno di una relazione tossica che interessa il rapporto padre-figli o madre-figli.

Da dove viene questa tossicità

Sebbene sembri essere una semplice credenza popolare, quello del genitore risulta realmente essere uno dei compiti più complessi da assolvere. Lo diventa ancora di più se all’interno del ruolo genitoriale l’adulto trasferisce situazioni o stati emotivi che a propria volta percepisce come irrisolti. Sono diverse le modalità con cui un genitore può intossicare la relazione con il proprio figlio e renderla disfunzionale per lo sviluppo emotivo. In un precedente articolo abbiamo spiegato cosa fare per evitare che il figlio viva l’ansia da separazione ad esempio. In ambito psicologico ci sono numerosi studiosi che si sono occupati di studiare e approfondire la tematica. Una delle più eminenti studiose che ha posto un’accurata riflessione su questa tipologia di alterazioni nei legami è la psicologa e autrice Susan Forward. A giudizio dell’esperta le origini di questo tipo di problema affondano radici molto profonde nel passato che sembrano ancora irrisolte per diverse ragioni. Per non lasciarsi travolgere dal dolore che la tossicità di un genitore può avere sulla vita del figlio, potrebbe essere utile riconoscere alcuni meccanismi. 

Come capire se un genitore è tossico e disfunzionale

In generale, una famiglia può essere tossica se presenta dei modelli emotivi e comportamentali che causano sofferenza. Tra le cause più frequenti che ingenerano queste situazioni vi possono essere dei problemi di comunicazione. Il dialogo ed il confronto libero e aperto possono essere una grande occasione di crescita nella famiglie. Lo stesso non può dirsi quando la comunicazione è inefficace o del tutto assente. 

A volte ci sono invece aspetti legati al carattere, alla personalità del genitore o ad alcune credenze che possono minacciare una relazione autentica col figlio. È il caso di quei genitori che pretendono eccessive attenzioni dai figli quasi a ribaltare i ruoli. Oppure, quando tendono eccessivamente a criticare, offendere o svalutare il figlio minacciando la sua autostima. Alcuni genitori manipolatori hanno un estremo bisogno di controllare tutto e tutti in famiglia. Questo potrebbe descrivere una tipologia di personalità vicina a quella narcisistica, in cui c’è una scarsa tolleranza verso l’autonomia e l’indipendenza dell’altro.

Questi genitori talvolta ricorrono a meccanismi che tendono a boicottare la sicurezza dei propri figli. Utilizzano ricatti emotivi, aggressività, pressioni psicologiche che ingenerano un forte senso di colpa nel figlio. Comprendere e riconoscere gli aspetti tossici della relazione con il proprio genitore consente di emanciparsi da alcuni meccanismi ormai divenuti automatici ed impliciti. In questo senso, un percorso di psicoterapia può offrire una strada verso una maggiore consapevolezza. Partendo da questa presa di coscienza, è possibile intervenire per migliorare la relazione con il genitore e riappacificarsi con zone di dolore che fino a quel momento hanno albergato nel proprio animo.

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