Come difendersi da un manipolatore affettivo e togliergli il controllo

Le relazioni affettive Talvolta nascondono delle insidie o dei tranelli nei quali è facile cadere. Quando ci sono in ballo dei sentimenti, non è sempre facile individuare la linea di demarcazione tra ciò che nutre e ciò che intossica nella relazione. Quando si parla di manipolatore affettivo, non ci si riferisce esclusivamente al partner. Atteggiamenti manipolativi possono provenire da un genitore, un figlio, un collega di lavoro o un amico. Abbiamo precedentemente illustrato come si comporta un manipolatore in amore e nelle relazioni di amicizia ad esempio. Individuare simili comportamenti è utile per capire come difendersi dal manipolatore affettivo e togliergli il controllo. 

Da cosa si riconosce il manipolatore

Il gioco delle manipolazioni a volte può procurare molta sofferenza in chi lo subisce. Spesso si finisce col fare, pensare o dire cose che in realtà non coincidono con i propri desideri, quanto con quelli del manipolatore. Non è sempre facile capire se una persona ti sta manipolando, tuttavia esistono dei segnali che è sempre utile non trascurare. Solo in questa maniera è possibile scegliere di svincolarsi da una relazione tossica e non orientata alla crescita e al nutrimento reciproco. Spesso, dietro una persona che utilizza la manipolazione si nasconde una personalità che manifesta forti tratti narcisistici. Con il suo modo di fare il manipolatore è teso a formulare richieste, più o meno esplicite, alla sua vittima tali da fornirgli delle conferme. Nel tentativo di indurre una sorta di dipendenza, il manipolatore spesso utilizza delle strategie ben specifiche. Egli ama sedurre l’altro.

Usando il suo fascino e la sua abilità seduttiva il manipolatore si mostra inizialmente una persona estremamente affabile, altruista e disponibile. Nel corso della relazione, tuttavia, spesso ricorrono a menzogne o occultano parte della verità per indurre l’altro a credere alla sua versione dei fatti. Sono abili a deviare le domande a cui non desiderano rispondere e talvolta ricorrono al vittimismo per attirare l’attenzione su di sé. Il manipolatore spesso mette in atto azioni tese ad isolare la sua vittima in modo che quest’ultima risulti totalmente dipendente da lui. Inoltre, utilizza dei comportamenti di tipo passivo-aggressivo che tendono a legittimare la sua rabbia.

Come difendersi da un manipolatore affettivo e togliergli il controllo

Partendo da un simile quadro, è evidente comprendere quanto in alcune circostanze sia difficile liberarsi dalla rete del manipolatore. Tuttavia, esistono delle strategie che potrebbero portare a risultati efficaci nel ristabilire una relazione più equilibrata. Un’arma estremamente potente in questi casi è l’ironia. I manipolatori spesso di prendono molto sul serio al punto da rendere quasi eroiche le loro imprese. Smontare attraverso l’ironia questo castello di sabbia potrebbe aiutare moltissimo. Un altro utile asso nella manica è l’imprevedibilità.

Un manipolatore ha bisogno di esercitare un forte controllo sulle sue vittime. Se si diventa meno prevedibili, questo destabilizzerà il manipolatore. Nell’esercizio dell’imprevedibilità può rientrare anche l’atteggiamento di indifferenza talvolta. Dal momento che i manipolatori hanno bisogno che qualcuno riconosca e affermi la loro esistenza, l’indifferenza verso le loro critiche o i loro consigli potrebbe frustrarli. È importante ricordare che la scelta della manipolazione ha a che fare con una storia di vita che a volte potrebbe nascondere molta sofferenza. Pertanto, analizzare insieme all’aiuto di un professionista le cause di simili dinamiche affettivo-relazionali è sempre utile per costruire un rapporto più solido tra le due parti.

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