Come essere vincenti e non sentirsi più schiavi del lavoro e degli impegni quotidiani

A molti di noi il suono della sveglia ricorda che è ora di ricominciare la corsa verso le mille cose da fare. Con il tempo potrebbe aumentare l’ansia da lavoro e la paura di sbagliare, attirando le critiche di colleghi e datori. Ci assale già dal primo mattino il pensiero della fatica che dovremo affrontare per sbrigare tutte le incombenze. Abbandoniamo il letto con la stessa lentezza e fiacca di un anziano non più agile nei movimenti.

Faremmo volentieri a meno di buttarci in un’altra giornata impegnativa, ma il dovere si impone con prepotenza. Quel che più ci indebolisce è il pensiero che non ci si potrà liberare presto dalle catene del lavoro. E non tutti purtroppo possono godere della fortuna di svolgere una professione appagante.

Sono ben più numerosi coloro che si recano al lavoro solo perché costretti dalla necessità. Ogni giorno sanno di dover trascorrere ore ed ore in un luogo in cui mai avrebbero scelto di trovarsi così a lungo. Quando invece potrebbero armarsi e capire come superare la paura di cambiare lavoro e rimettersi in gioco reinventandosi.

Le emozioni negative incidono sul benessere psicofisico

Provare emozioni di bassa frequenza come noia e perdita di interesse indebolisce anzitutto il nostro corpo. Sono esperienze debilitanti che abbassano le difese immunitarie e preparano il terreno all’aggressione da parte di patologi più o meno severe.

Accade spesso che quando la giornata lavorativa si conclude resti addosso l’odore dell’insoddisfazione. Ci si sente derubati non solo del tempo, ma soprattutto delle energie migliori. Persino chi non obbedisce ad un datore e si occupa di faccende domestiche potrebbe avvertire un senso di inutilità. Non trovare cioè realizzazione personale nelle mansioni che svolge ogni giorno come fosse un servo della gleba.

Per quanto l’espressione possa sembrare forte molto spesso fotografa la realtà in cui ci muoviamo. Non osiamo ammettere a voce alta che si sentiamo schiacciati sotto il peso di questa schiavitù. Ma nell’animo serpeggia amara la consapevolezza che non stiamo vivendo la vita che avremmo voluto.

Come essere vincenti e non sentirsi più schiavi del lavoro e degli impegni quotidiani

I nuovi schiavi di oggi sono difficilmente riconoscibili perché sono spesso ben vestiti e hanno acconciature assai curate. Tuttavia in cuor loro sanno di non poter organizzare il proprio tempo liberamente. Ciò che effettivamente desiderano fare dovrà essere rimandato al fine settimana o alla settimana di vacanza.

Ed è proprio questo obbligo a rendere più fastidioso il pensiero di dover spendere tanto tempo in ufficio o a rifare letti e approntare pranzi e cene. Quel che non possiamo cambiare potrebbe tuttavia iniziare a pesare meno se si adottano strategie diverse. L’atteggiamento vincente per non sentirsi più schiavi prevede un cambio radicale di umore.

Dovendo necessariamente dedicare ore al lavoro conviene quindi disporsi con animo diverso. Il che significa sforzarsi di non fare niente controvoglia. A rendere più duro il lavoro è l’umore nero con cui ci rassegniamo ad eseguirlo. Qualunque mansione diventa più sopportabile nella misura in cui accettiamo volentieri la necessità di lavorare. Chi obbedisce agli ordini imposti dalla necessità vive con meno risentimento. 

Chi invece affronta le incombenze mal volentieri dispone già il proprio animo alla tortura dell’insoddisfazione. Sapendo che ad esempio si dovrà provvedere ogni giorno alla preparazione dei pasti tanto vale farlo volentieri. L’insoddisfazione e il malumore dipendono infatti non già da ciò che si fa, ma dallo spirito con cui si affronta il da farsi.

Per essere in armonia anche con quel che la quotidianità ci impone nostro malgrado non si dovrà quindi farlo controvoglia. Al contrario, occorre ricercare attività che consentano di entrare nel flusso, ovvero in una disposizione d’animo coinvolgente che fa dimenticare persino lo scorrere del tempo. 

Ancora una volta dobbiamo attrezzare il nostro animo in modo che possa trovare nella motivazione intrinsecala spinta ad agire. Tutto ciò che da noi stessi proviene conserva il profumo di un’adesione più autentica all’avventura esistenziale.

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