Come si guarisce dalla dipendenza affettiva

Sono diversi i modi in cui si vivono le relazioni interpersonali con persone più o meno care. Sebbene una simile scelta possa sembrare il frutto di un atto di libertà, in realtà essa riflette per molti versi la storia di vita di ciascuno. Gli studi di psicologia nel corso degli ultimi anni hanno dimostrato quanto siano numerosi i condizionamenti che riceviamo nel corso della nostra esistenza. Molti di questi avvengono in maniera del tutto inconsapevole e per tale ragione non è semplice riconoscerli. Quando ad esempio si vive una dipendenza affettiva e si prova al contempo un forte senso di disagio, cosa si potrebbe fare per liberarsi da un simile fardello? Come si guarisce dalla dipendenza affettiva?

Da dove nasce la dipendenza affettiva

Spesso la dipendenza affettiva può avere delle ricadute piuttosto devastanti sulla qualità di vita della persona che la vive. A volte questo legame s’instaura con il partner ed è fondamentale capire quando una relazione è tossica. Esistono alcuni segnali della dipendenza affettiva che ciascuno può individuare e riconoscere in sé o in persone care. Laddove si dovesse giungere alla decisione di interrompere un simile meccanismo di legarsi patologicamente all’altro, in che modo si dovrebbe agire? Questo è un interrogativo che si pongono tutte quelle persone che desiderano guarire dalla dipendenza affettiva e creare relazioni in cui non vi sia una subordinazione. Se la presa di consapevolezza di un simile meccanismo è già di per sé un passo estremamente importante, è possibile lavorare anche su altri aspetti.

Come si guarisce dalla dipendenza affettiva

Le ricerche sulla dipendenza affettiva negli ultimi anni hanno assistito ad un forte impulso. Questo testimonia la necessità di comprendere sempre meglio un costrutto nel quale si fondono diversi aspetti psicologici tra cui le relazioni d’attaccamento, l’autostima, i sintomi ansioso-depressivi e tanto altro. Un recente studio scientifico ha tentato persino di proporre uno strumento di valutazione per stabilire il grado di dipendenza di un soggetto nelle relazioni affettive. Chi desidera guarire da questo vissuto che per molti versi fa sentire in gabbia, potrebbe in prima battuta lavorare sulla propria autonomia. 

Spesso ciò di cui ha bisogno un dipendente affettivo è il recupero del controllo sulla propria vita. Prendendo consapevolezza che non ha bisogno di altre persone per esistere, il dipendente affettivo può accrescere la sua autostima e recuperare la fiducia in sé. In questo senso, la solitudine non si considera più come un mostro nero da scacciare a tutti i costi. Piuttosto, essa diviene un’occasione per riflettere su di sé e riconoscere le proprie risorse interne. Nel suo processo di guarigione il dipendente affettivo ha la possibilità di ricreare un propri centro che non sia riposto nell’altro, ma in se stesso. Lavorando con l’aiuto di un professionista su emozioni come paura dell’abbandono, ansia da separazione, senso di colpa e vergogna, la persona potrà riacquisire stima in se stessa. In questa maniera potrà dismettere l’abito dell’autosvalutazione e indossare quello della libertà di scelta nei vari aspetti della vita relazionale. 

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