Come smettere di sentirsi in colpa

Ci riteniamo spesso responsabili del dolore che abbiamo provocato a qualcuno. O semplicemente per non averlo aiutato quando avremmo potuto. Dentro di noi cresce un disagio e un malessere che ci opprime e ci priva della serenità. Avvertiamo il peso della cattiva azione che abbiamo commesso e delle parole offensive che abbiamo pronunciato. Vorremmo capire come smettere di sentirsi in colpa, ma il pensiero ci tormenta e spesso proviamo vergogna davanti agli altri.

Gli studiosi del comportamento umano hanno spiegato come non vergognarsi di se stessi. A volte capita di sentirsi responsabili anche quando non vi è un reale motivo. Ciò potrebbe dipendere da alcuni comportamenti che abbiamo acquisito nei primi anni di vita in risposta ad alcune particolari situazioni o richieste. Vi sono infatti bambini che hanno subito ricatti affettivi da parte di genitori o dalle persone che li accudivano. 

Perché si sente su di sé la responsabilità?

Così come si sente in colpa il bambino sopravvissuto alla morte prematura del fratello o della sorella. Benché non siamo responsabili di quanto accade può succedere di portarsi addosso il fardello della colpa. Un peso del genere sulle spalle finisce per reprimere qualunque slancio vitale. Nello stesso tempo dà origine ad alcuni specifici atteggiamenti che vengono a galla una volta che si diventa adulti. Gli esperti hanno illustrato nel dettaglio in che modo si comporta chi si sente in colpa dopo aver tradito. Non è difficile infatti individuare il senso di colpa dietro certi modi di fare e alcune derive comportamentali. Soprattutto quando viene meno il patto di fiducia che lega due individui in una relazione sentimentale o amicale.

Come smettere di sentirsi in colpa

Quando il disagio cresce e si trasforma in un’emozione tossica potrebbe aumentare il rischio che insorgano disturbi di ansia e attacchi di panico. Chi si sente responsabile anche di ciò di cui non lo è affatto ha una falsa percezione di sé. Con ciò si intende dire che pensa che ogni cosa dipenda o possa dipendere da quel che dice o fa. Sembra quasi di trovarsi dinanzi ad un soggetto che si percepisce onnipotente. In realtà non sempre siamo responsabili o gli unici responsabili e quindi colpevoli di quel che succede. Dovremmo anzitutto non sentirci al centro di tutto e ad abbandonare l’idea che ogni cosa dipenda da noi. Solo entrando in quest’ottica avremo modo di vivere con maggiore serenità il presente senza temere l’arrivo del futuro.

Dietro il senso di colpa spesso cresce la smania di perfezionismo per cui non si tollera la possibilità dell’errore. Non ci concediamo l’opportunità di sbagliare e se dovesse succedere ci puniamo aspramente. In che modo? Con un perenne e opprimente senso di colpa. Ritenersi colpevoli inquina la tranquillità dell’animo e non lo predispone a godere delle gioie della vita. Per smettere di provare simili emozioni occorre quindi liberarsi dell’ossessione all’ordine, alla perfezione. E soprattutto sarebbe salutare abbandonare le competizioni che maggiormente ci espongono all’ansia da prestazione.

Il fallimento di qualche attività non ci getterà nello sconforto e nel senso di colpa se smetteremo di percepirci come infallibili. Per non sentirsi più colpevoli occorre familiarizzare con l’idea che potremmo commettere errori o fallire nonostante i nostri sforzi. L’umiltà e la consapevolezza dei propri limiti potranno aiutare ad accantonare quei fastidiosi sensi di colpa che ostacolano il raggiungimento della serenità. Pertanto più che inseguire sempre nuovi successi o tentare di aiutare tutti e risolvere problemi più grandi di noi apprestiamoci a vivere senza esercitare un controllo su tutto. 

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