Come trovare la forza di mettersi a dieta

In molte persone il rapporto con il proprio corpo e con il cibo è fonte di continue frustrazioni. Spesso, questo senso d’inadeguatezza aumenta con l’avanzare dell’età, quando il metabolismo inizia a rallentare e si fa fatica a controllare il peso. Controllare l’assunzione di cibo è un processo che parte anzitutto da fattori interni che coinvolgono processi della mente, dunque motivazione e volontà. Nella presente guida analizziamo alcune strategie che illustrano come trovare la forza di mettersi a dieta e convincere il cervello a dimagrire. 

Perché si ingrassa durante alcuni periodi di vita

Al giorno d’oggi supermercati, negozi, bar e ristoranti offrono delizie di ogni genere per il palato alle quali risulta difficile dire di no. Per resistere alla fame durante la dieta esistono alcune strategie da adottare che aiutano la motivazione. Se si pensa che non tutti gli alimenti hanno lo stesso impatto sull’organismo, si ha una chiara visione delle conseguenze che una cattiva alimentazione può avere sull’organismo. 

L’aumento del peso è un effetto che potrebbe dipendere da numerose cause. Stress, mancanza di sonno, scompensi ormonali, cattive abitudini a tavola sono alcuni esempi. Quando si comincia a non sentirsi in armonia con il proprio corpo, subentra un senso di sconforto che accompagna il desiderio di intraprendere una dieta. Passare dalla voglia di dimagrire alla messa in atto e al mantenimento di un simile percorso, tuttavia, non è facile per tutti. C’è chi rimanda ad un domani non propriamente definito l’inizio della dieta, rimanendo in uno stato di immobilismo totale. In questi casi, abbiamo visto quali sono alcuni sistemi per smettere di procrastinare e realizzare i propri progetti

Come trovare la forza di mettersi a dieta

Abbiamo inizialmente parlato di motivazione ad intraprendere un percorso di perdita di peso e a mantenerlo costante nel tempo. In questo caso, è utile fare anzitutto un’analisi della tipologia di motivazione che muove all’azione. 

Come in qualsiasi percorso di cambiamento, la dieta richiede una spinta energetica motivazionale che viene da dentro ciascuno. Esistono in questo caso due tipi di motivazione, una estrinseca ed una intrinseca. La prima deriva da motivi esterni e segue principalmente uno scopo fissato da altri. Si immagini la richiesta di un risultato che proviene dal partner o da un particolare contesto lavorativo. Alla base di questa motivazione non vi è dunque una reale volontà dell’individuo ad intraprendere il cambiamento. Il contrario avviene con la motivazione intrinseca. È quest’ultima che potrebbe aumentare il successo nella perseveranza e nella costanza verso l’obiettivo. Se da un’analisi individuale è proprio la motivazione che scarseggia, potrebbe essere utile seguire dei programmi motivazionali realizzati ad hoc per perdere peso. 

Un altro aspetto da non trascurare è quello dei traguardi. Fissare degli obiettivi e dei traguardi intermedi da raggiungere nel breve-medio termine, può rinforzare la pratica. Se l’obiettivo finale funge da direttrice, quelli intermedi intervengono sugli aspetti motivazionali appena discussi. 

Per ridurre l’assunzione calorica sembra inoltre importante la velocità con cui si consuma il pasto. Un recente studio scientifico giapponese ha confermato che la masticazione lenta può essere una buona strategia per controllare l’appetito. Inoltre, mostra effetti positivi sull’aumento del dispendio energetico post-prandiale. L’utilizzo di strategie, combinate ad un piano alimentare e d’allenamento stabilito dallo specialista di fiducia, potrebbero determinare il raggiungimento del tanto desiderato peso forma.

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