Cosa dire quando qualcuno ci offende o ci umilia

Capita a molte persone di ricevere critiche da parte di colleghi, datori di lavoro, amici e conoscenti. Nella maggior parte dei casi a ferire maggiormente sono i giudizi negativi che provengono dalle persone che stimiamo. Parimenti si attribuisce notevole peso alle parole che pronunciano i nostri familiari a cui siamo emotivamente legati. Prima però di accogliere con malumore o deprimersi per quello che vien detto sul nostro conto conviene anche capirne le intenzioni. Sono diverse infatti le motivazioni che spingono gli altri a criticare.

Chi ci offende o ci umilia potrebbe infatti agire dietro la spinta di rivendicazioni personali. Lanciamo strali contro gli altri quando non riusciamo a soddisfare le nostre esigenze e assistiamo al loro successo. A muovere le peggiori offese è spesso la frustrazione e l’invidia nei riguardi della gente con cui ci confrontiamo più frequentemente. Sarebbe infatti utile anzitutto capire chi sono le persone frustrate e in che modo ci si può difendere dalla loro rabbia. Non è piacevole infatti essere il bersaglio preferito dell’altrui rancore. E ciò soprattutto perché ci si carica di un inutile livore e si finisce col diventare aggressivi senza averne una valida ragione. Si accumula risentimento e si fanno scattare meccanismi di difesa di cui non sempre si ha consapevolezza. 

Come reagire senza perdere la calma

Potrebbe infatti capitare di sentirsi addirittura responsabili del malumore del collega o dell’amico. Meglio allora sapere come smettere di chiedere sempre scusa e di rendersi complici del senso di insoddisfazione altrui.

È più facile pensare di tenere sotto controllo le emozioni negative che farlo realmente, in particolare quando ci sentiamo attaccati. Per poter rispondere con lucidità alle recriminazione e alle critiche conviene per prima cosa riconquistare la calma. La tranquillità dell’animo è l’ingrediente irrinunciabile per la riuscita di un’interazione vincente con i nostri detrattori. Gli altri potranno aprire ferite dentro noi soltanto nella misura consentiamo che ciò accada. Per difendersi dagli insulti bisogna anzitutto ridimensionare l’importanza da ascrivere agli stessi. Permettiamo a qualcuno di farci male se giudichiamo come un male ciò che dirà sul nostro operato. 

Cosa dire quando qualcuno ci offende o ci umilia

La migliore risposta ad un’ingiuria implica che la si ignori del tutto. Rispondere col silenzio ad una valanga di improperi e insulti non sempre è sinonimo di debolezza: Più semplicemente comunica a chi ci offende che non siamo disposti a con concedergli né credito, né attenzione. Potrà pertanto parlare e sparlare a lungo senza turbare le convinzioni che abbiamo di noi stessi. Per riuscire a non perdere le staffe bisogna lasciar trascorrere del tempo fra il momento in cui si riceve l’insulto e l’eventuale reazione. La prima risposta infatti risente di un’emozione iniziale e manifestandola si corre il rischio di scendere allo stesso livello di chi ci attacca.

Se invece si desidera conservare una certa eleganza di modi e di eloquio risulta più conveniente la scelta di accogliere le accuse senza parlare. Il silenzio è più difficile da interpretare e mette in difficoltà chi lo riceve perché lo lascia annegare in un mare di dubbi e interrogativi. Le parole che invece pronunciamo per rispondere ad una provocazione o un insulto rivelano molta parte di quel che pensiamo. E soprattutto lasciano capire se ci hanno colpito e quanto in profondità. Meglio dunque che colui che ci umilia possa ascoltare l’eco delle sue sole parole e non del nostro eventuale risentimento. Una delle strategie di immediato impatto prevede dunque che si lasci cadere nel vuoto la provocazione. Non dando peso ad un insulto lo si priva di importanza e lo si confina presto fra gli eventi del passato.

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