Cosa fare per accettare serenamente la morte di una persona cara

Perdere chi si ama fa parte sì dell’ordine naturale degli eventi, ma resta una delle esperienze più dolorose. Per quanto ci si prepari mentalmente al momento del distacco definitivo, non si è mai del tutto pronti a lasciar andare una persona cara. La morte rappresenta il momento di separazione definitiva dal partner, dall’amico, dal figlio, dal parente e da chiunque faccia parte della nostra quotidianità. Superare il dolore della scomparsa potrebbe richiedere molte energie psichiche. Alcuni si chiedono inoltre quanto tempo ci vuole per andare avanti dopo un lutto e se è normale sentirsi depressi per diversi mesi.

Sicuramente accettare la morte e gestire il dolore della perdita comporta una forza d’animo notevole. L’umore ne risente comunque perché si entra in contatto con emozioni come la tristezza e la nostalgia. Si piange l’assenza del defunto e lo si vorrebbe ancora accanto a sé. Soprattutto se il decesso avviene in modo del tutto inaspettato si potrebbe subire un vero e proprio trauma.

Il lutto e il rischio di depressione

Il lutto improvviso potrebbe infatti provocare un disturbo post-traumatico da stress o una depressione maggiore. Non sempre si riconosce subito l’insorgenza di tali patologie mentali e si trascurano anche le possibilità di cura. Si consiglia, a tal proposito, si non sottovalutare alcune particolari manifestazioni fisiche e psichiche. Sapere in che modo si comporta una persona depressa consente di fornire un primo supporto psicologico a chi ha subito un lutto. La sofferenza legata al senso di solitudine potrebbe infatti favorire l’insorgenza di disturbi dell’umore e della mente.

Cosa fare per accettare serenamente la morte di una persona cara

Quel che maggiormente causa dolore è la scomparsa improvvisa della persona amata. Chi ha modo di vedere invecchiare l’altro ha anche tempo di prepararsi alla sua morte con una migliore disposizione d’animo. Lo stress emotivo invece diventa talvolta ingestibile perché si arriva impreparati all’evento luttuoso. Da un momento all’altro si subisce il venir meno di una presenza cara a cui si era abituati. Pertanto più che pensare al decesso come ad un appuntamento tipico ed esclusivo della vecchiaia occorre giungere più attrezzati alla dipartita.

Nella cassetta degli attrezzi quindi ci dovrà essere l’idea secondo cui tutto potrebbe finire senza preavviso. E che non esistono garanzie e tutele che possano difenderci dal dolore del distacco. Questa convinzione dovrebbe indurci a gioire e godere delle persone ogni volta che siamo in loro compagnia. Più che fermarsi sul pensiero della mancanza dovrebbe spostare la mente su quello che del defunto resta dentro di noi. La sua sopravvivenza nel nostro animo potrà assumere una vesta negativa o positiva proprio a seconda dei pensieri che gli dedicheremo.

Piuttosto che rimuginare sulla sofferenza di non poterlo più avere si farebbe bene a recuperare nella memoria le occasioni in cui abbiamo potuto stargli accanto. Non muore del tutto chi rimane nel nostro cuore. Ma si procura un dolore sterile e deleterio chi si danna e si affligge della sua morte. Superare il lutto significa anche far pace con l’inevitabilità della morte.

Nello stesso tempo si dovrebbe far spazio a un diverso modo di stare insieme e di sentire la persona scomparsa. Abbiamo lo straordinario potere di dare una precisa direzione ai nostri pensieri. Potremmo usarlo per orientarli verso i ricordi più piacevoli che abbiamo accumulato nel tempo. È su questi che dovremmo edificare un nuovo edificio di condivisione e un nuovo terreno di incontro. Se non saranno più i corpi a darsi appuntamento, saranno gli spiriti ad entrare in profondissima e intima comunicazione. 

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