Cosa fare per stare vicino a una persona in lutto che soffre molto

Ci sono appuntamenti molto dolorosi a cui non possiamo mancare. Assistere alla morte dei propri cari rientra fra gli eventi più impattanti a livello emotivo. Lo stress mentale e fisico legato alla perdita della persona amata è un peso per l’animo di chi subisce un lutto. Soffre molto in particolare chi ha trascorso una vita intera accanto al defunto. I ricordi e le esperienze comuni sono talmente numerose che va via anche una parte di noi nel momento in cui avviene il decesso dell’altro.

Ma quanto tempo ci vuole per andare avanti dopo un lutto? È possibile superare i primi periodi in cui il dolore è più acuto e ritornare ad essere quelli di prima? La perdita della persona amata sconvolge in modo definitivo e permanente la vita di chi si rammarica per la sua dipartita? Gli studiosi consigliano di entrare in contatto e di non evitare la sofferenza che la perdita comporta. Suggeriscono inoltre cosa fare per accettare serenamente la morte di una persona cara. Quando il lutto non ci riguarda direttamente vorremmo comunque stare vicino a chi soffre e offrire conforto per non farla sentire sola.

Quando la perdita scatena la depressione

A volte il dolore per la scomparsa di qualcuno ci investe con una violenza improvvisa lasciandoci intontiti. Si scivola lentamente in uno stato di apatia e si perde interesse per qualunque attività. Secondo recenti ricerche a un mese di distanza dal decesso di una persona amata il 40% dei soggetti soffre di depressione. Col passare del tempo diminuisce drasticamente il numero di coloro che ancora lamentano crisi depressive. Pur tuttavia al fondo resta una sofferenza che potrebbe alleviarsi grazie alla presenza di amici e parenti.

Cosa fare per stare vicino a una persona in lutto che soffre molto

Vi sono diversi modi di vivere e attraversare il dolore. C’è chi necessita dell’aiuto altrui e ha piacere nel ricevere un sostegno e consolazione. C’è chi invece preferisce ritirarsi in se stesso ed elaborare la perdita senza far affidamento sugli altri. Anche chi tende a isolarsi però ha bisogno di ricevere una carezza per meglio affrontare l’angoscia del distacco. Per cui sarebbe opportuno far sentire la propria presenza persino a coloro che sono abituati a gestire la sofferenza in piena autonomia.

Sembrerà riduttivo, ma in realtà è di grande conforto anche ritrovarsi accanto delle presenze mute. Il solo esserci dell’amico o del partner al nostro fianco dà sicurezza e fa sentire spalleggiati. È proprio quando si è in ginocchio che si vorrebbe vedere la mano di chi potrebbe risollevarci. Non occorrono dunque tante parole, più importante è il farsi trovare nei pressi. Dare alla persona in lutto la certezza di esserci equivale a rassicurarla. Empatizzando con la sua sofferenza la si aiuta a recuperare le risorse interiori per riprendersi.

Ciascuno di noi dispone dentro sé di strumenti utili alla ripresa, ma non sempre abbiamo la forza sufficiente per usarli. Rimanere al fianco di chi soffre rappresenta l’aiuto più valido e discreto che si possa offrire. Se però non si riscontra un miglioramento dell’umore anche dopo un lungo periodo conviene suggerire alla persona in lutto di rivolgersi ad uno specialista. In alcuni casi infatti risulta indispensabile concedersi alcune sedute di psicoterapia per riuscire ad elaborare l’abbandono e il vuoto che un lutto determina. La presenza dell’amico può tornare utile nella misura in cui riconosce la difficoltà persistente di superare lo stress emotivo della perdita. E si adopera per convincerlo a richiedere il supporto di uno psicoterapeuta.

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