Cosa fare quando non si riesce a dormire subito per l’ansia e le preoccupazioni

Prima di mettersi a letto molti di noi già sanno se riusciranno o meno ad addormentarsi. Accade questo perché è abbiamo la chiara percezione che il nostro cervello è ancora in piena attività. E persino quando ci capita di chiudere gli occhi sul divano per la stanchezza, una volta distesi a letto comunque non scivoliamo nel sonno. Le conseguenze negative della mancanza di riposo si avvertono sin dalla mattina successiva. Non tutti sono consapevoli di cosa succede al cervello quando si dorme poco. Bisogna quindi tutelare il riposo notturno dalle invasioni di ogni genere.

A volte la combinazione di ansia e preoccupazioni rappresenta una combinazione più che sufficiente ad impedire di dormire. Ma la riduzione progressiva della durata del sonno, secondo innumerevoli ricerche, è fra i primi fattori che determinano le più diffuse patologie cardiovascolari. Dormire per meno di 6 ore a notte per un periodo prolungato di tempo aumenterebbe il rischio di malattie coronariche e metaboliche. A queste si aggiunge una maggiore vulnerabilità a patologie neurodegenerative, cancro e ictus. Si conferma dunque importante intervenire sulla cause che provocano la perdita di preziose ore di riposo notturno. 

Cosa fare quando non si riesce a dormire subito per l’ansia e le preoccupazioni

Chi non riesce ad addormentarsi, se non dopo ore, sente gironzolare in mente una quantità quasi ingestibile di pensieri. La mente resta attiva e capace di formulare una serie di ipotesi, gestire conversazioni immaginarie e pianificare azioni. Tale attività cerebrale ostacola l’addormentamento perché non è soltanto il corpo a doversi disporre al riposo. Quando i pensieri si affollano e non accennano a sgomberare il campo tanto vale accogliergli con animo sereno. Il che non significa rassegnarsi all’idea di non dormire, quanto piuttosto di predisporsi all’ascolto di se stessi. Tale lavoro di introspezione potrebbe avere luogo però di giorno e soprattutto con l’ausilio di uno specialista. In questi casi sarebbe infatti consigliabile intraprendere un percorso di psicoterapia.

Parlare con un esperto delle preoccupazioni che tormentano l’animo aiuta a ritrovare la pace interiore. Finché non si arriva alla radice delle proprie paure e ansie non sarà infatti possibile debellare il senso di inquietudine. Ma come capire se si soffre di ansia e quali sono i primi cambiamenti a cui prestare attenzione ? Ricordiamo anzitutto che è in particolare la mancanza di serenità a determinare quello stato di agitazione interiore che per esempio è causa dei disturbi del sonno. Il cervello resta preda anche durante le ore notturne di pensieri, paure, inquietudini e fobie per cui continua a rimuginare e lavorare a pieno regime. Fare arrivare al livello della coscienza questi grumi emotivi nello studio di uno psicoterapeuta potrebbe invece migliorare nettamente la qualità del sonno. Parlare di ciò che ci affligge all’interno del setting terapeutico rappresenta il primo passo verso il recupero dell’equilibrio interiore. In tal modo si potrebbe evitare che cattivi pensieri e preoccupazioni tengano in ostaggio la nostra mente anche di notte.

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