Cosa fare se un figlio è aggressivo e maleducato

In alcune situazioni la presenza di adolescenti rende difficile conservare un clima familiare sereno e rispettoso. Marito e moglie arrivano a litigare con un’eccessiva frequenza perché non si trovano d’accordo su come gestire un figlio aggressivo e maleducato. Sentono di aver perso il controllo sui comportamenti del minore e non sempre riescono a recuperare autorità e autorevolezza. Quando i genitori non sono concordi sulle modalità di educazione si rivela più difficile impartire una linea di condotta stabile e duratura. Il figlio approfitta di questi disaccordi per ricavare ogni volta il meglio per sé e volgere ogni situazione a proprio vantaggio. Ciò tuttavia lo rende progressivamente più arrogante e intollerante alle regole familiari. Il che ha delle ricadute negative anche sulla condotta a scuola poiché anche in classe l’adolescente crede di poter agire senza freni. 

A cosa è dovuta tanta aggressività

In tempi recenti sono state condotte diverse indagini sul ruolo che i modelli culturali esercitano sulla regolazione delle emozioni. Ci si è chiesti se sia lo stereotipo della mascolinità tradizionale ad incoraggiare comportamenti aggressivi. Al di là della maggiore o minore presenza di comportamenti violenti nel genere maschile e femminile è importante conoscere le strategie per gestire le emozioni negative. Un adolescente potrebbe infatti imparare delle tecniche di autoregolazione che gli consentirebbero di ridurre la virulenza di alcune manifestazioni di rabbia. Si tenga inoltre conto che spesso alla base di atteggiamenti carichi di rabbia e violenza potrebbe esserci una forma mascherata di depressione. Non è facile riconoscerla perché magari non si manifesta con un umore triste e malinconico. Di certo è importante capire perché un figlio si allontana dalla famiglia e chiude i rapporti.

Cosa fare se un figlio è aggressivo e maleducato 

Prima di punire l’adolescente per il suo atteggiamento scorretto sarebbe opportuno interrogarsi sui motivi che lo spingono ad agire in quel modo. Se avverte l’urgenza di rispondere in modo violento con ogni probabilità sta vivendo una situazione di disagio. Non è detto che a scatenarlo sia l’atteggiamento del genitore che anzi spesso funge da valvola di sfogo. Tuttavia occorre per prima cosa andare alla radice di simili comportamenti aggressivi che di fatto mirano ad attirare l’attenzione sul proprio vissuto. In secondo luogo è fondamentale che il genitore si mostri comprensivo nei confronti del disagio temporaneo del figlio. Il che presuppone che si dichiari disponibile a fornirgli aiuto e sostegno in caso di necessità. Per un adolescente è importante anche trovare nel padre e nella madre due figure autorevoli che fissano i limiti della sua libertà di azione.

Concedere eccessiva autonomia, così come imporre continui divieti e regole, danneggia il processo di individuazione del figlio. I due genitori devono offrirsi come faro e punto di riferimento in caso di tempesta. Allo stesso tempo devono comunque assicurare fiducia ai tentativi di indipendenza e autonomia che il minore mette in campo durante l’adolescenza. Una strategia vincente prevede la ricerca di attività da svolgere insieme per rafforzare il legame padre-figlio/madre-figlio. Moltiplicando le occasioni e i momenti da trascorrere insieme si avrà modo di cogliere i segnali meno evidenti di ciò che turba l’adolescente. Potrebbe inoltre essere vantaggioso invogliare il proprio figlio a dedicarsi ad un’attività piacevole che lo aiuti a rilassarsi e a scaricare la tensione.

Parimenti utile sarebbe evitare di formulare giudizi troppo severi e critiche corrosive che andrebbero ad intaccare i livelli di autostima del ragazzo. Sarebbe pertanto consigliabile adottare un linguaggio positivo che non metta in discussione le capacità o le intenzioni dell’adolescente. Anche un genitore potrebbe infatti aggredire verbalmente il proprio figlio senza neanche accorgersene. Conviene quindi calibrare e scegliere con cura le parole da rivolgergli al fine di stabilire una comunicazione serena. Così facendo sarà più facile stabilire sia per i genitori che per i figli una comunicazione non violenta ed efficace.

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