Cosa succede al cervello quando si dorme poco

Gli impegni della vita quotidiana impongono spesso ritmi di vita frenetici e numerose scadenze da onorare. Sono molte le persone che per diverse ragioni non si concedono un adeguato riposo notturno e riservano sempre meno ore al sonno e al riposo. Le conseguenze di quest’abitudine possono determinare effetti dannosi sul modo in cui funziona l’organismo nella sua complessità. Numerosi studi scientifici si sono occupati di approfondire e descrivere cosa succede al cervello quando si dorme poco e di seguito ne illustriamo alcune evidenze.

A cosa serve dormire e riposare adeguatamente

Prendersi cura della propria mente è importante per affrontare le sfide quotidiane. Il cervello, al pari dei muscoli o di altri organi, richiede una cura ed un allenamento costante affinché si possa prevenirne il rapido declino cognitivo. Al riguardo, in un precedente articolo abbiamo spiegato come smettere di fissarsi sulle cose e combattere i pensieri negativi.

Nelle sane abitudini giornaliere sulle quali ciascuno può intervenire per migliorare il proprio benessere rientra il momento del riposo. A volte trovare il tempo necessario per un sonno ristoratore sembra davvero difficile. Non si riesce a staccare gli occhi dallo schermo del televisore o dello smartphone quando si è a letto. Oppure si ha del lavoro da terminare o ci si deve occupare della casa o dei figli. In media, in Italia negli ultimi trent’anni la popolazione giovane e adulta ha perso 2 ore di sonno per notte. Questo rapido cambiamento che si associa alle evoluzioni del sistema socio-economico produce degli effetti sull’organismo non trascurabili. Le principali conseguenze che la privazione del sonno determina interessano numerosi sistemi fisiologici. In generale, chi dorme poche ore per notte accusa disturbi dell’attenzione, dell’umore, sonnolenza diurna, stanchezza, ansia e irritabilità. Anche una sola notte insonne può avere delle ripercussioni sul funzionamento del corpo e della mente che non andrebbero trascurate.

Cosa succede al cervello quando si dorme poco

Il riposo è un momento fondamentale per il nostro cervello che durante il giorno elabora una moltitudine di informazioni provenienti dall’ambiente. In questa fase della giornata, infatti, il cervello non si disattiva completamente. Piuttosto è occupato in una sorta di pulizia informativa che lo aiuta a trattenere in memoria quello che serve e ad eliminare ciò che invece non è necessario. Durante il sonno avviene quella che gli esperti chiamano normalizzazione sinaptica, fondamentale per svuotare questi circuiti dalle informazioni superflue o ridondanti. Questo processo consente di creare nuovi apprendimenti e non potrebbe che avvenire durante la notte, quando gli stimoli esterni si riducono.

Un recentissimo studio scientifico dell’Università di Oxford pubblicato su Nature Medicine ha mostrato come la privazione di sonno possa indurre persino dei cambiamenti strutturali nel cervello. Secondo gli esperti, le persone che dormivano in media tra le sei e otto ore al giorno avevano un volume di sostanza grigia significativamente superiore rispetto ad altri. Questi dati, sebbene meritino ulteriori approfondimenti, mostrano in che modo la carenza di riposo possa impattare sull’organismo e sulle sue funzioni. Per assicurarsi adeguate ore di sonno, è importante stabilire una routine salutare che consideri anche questo aspetto. Meglio dunque non lasciare al caso o agli eventi la scelta delle ore da dedicare al riposo. Piuttosto, è utile fissare e mantenere buone abitudini.

Approfondimento

Come abituare il cervello a studiare e a tenere a mente tantissime informazioni

Disclaimer

“Gli autori e i proprietari del presente sito declinano ogni responsabilità nei riguardi dei lettori in merito all’utilizzo che questi possano fare delle informazioni riportate negli articoli. Gli eventuali consigli rappresentano il personale punto di vista dell’autore e non hanno alcuna pretesa di veridicità. I contenuti pubblicati hanno uno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono il parere degli specialisti, né intendono formulare diagnosi o prescrivere trattamenti.”

Ultimi articoli
Restiamo in contatto