Ecco 3 modi per risolvere un litigio in famiglia senza rancori

Nelle famiglie può accadere talvolta che si creino dissapori fonte di lunghi e aspri litigi. Si costruiscono barriere comunicative, si accumula un certo malumore che impedisce di vivere serenamente i rapporti umani. Ciò può accadere indipendentemente dal grado di parentela che lega due o più persone. C’è chi si domanda perché un figlio si allontana dalla famiglia e chiude i rapporti. Oppure chi non riesce a spiegare le ragioni che sono alla base di alcune decisioni piuttosto nette. Per evitare di approdare a simili epiloghi, è possibile evitare disastrosi conflitti focalizzandosi su alcuni aspetti della relazione. Ecco 3 modi per risolvere un litigio in famiglia senza rancori.

Con cosa sostituire il litigio

Le liti in famiglia non rappresentano necessariamente dei momenti di rottura. Al contrario, un confronto in cui vi sia spazio per l’ascolto e l’accoglienza delle diversità può essere estremamente costruttivo. È per questo che bisogna distinguere un conflitto “sano” da uno che invece tende alla rottura. Questo è un aspetto molto importante per chi cerca ad esempio di recuperare il rapporto con il figlio che si è allontanato dalla famiglia

La discussione, se operata nel rispetto reciproco, può offrire un’occasione di crescita relazionale ed anche personale. Ciò a patto che vi sia disponibilità all’incontro dialogico, piuttosto che alla reciproca accusa. Numerose ricerche rivelano quanto possano essere dannosi gli effetti di litigi prolungati in famiglia. Uno studio scientifico norvegese ha mostrato ad esempio che i divorzi con frequenti e aspri litigi possono causare stress post-traumatico nei bambini. Per tale motivo non si possono trascurare gli effetti che alcune scelte hanno su se stessi e sugli altri.

Ecco 3 modi per risolvere un litigio in famiglia senza rancori

Per lasciare spazio al confronto senza che ciò porti ad una guerra familiare, è importante porre attenzione su alcuni aspetti. Una delle prime regole che spesso dimentichiamo quando siamo in disaccordo con una persona è l’ascolto. Ascoltare vuol dire non raggiungere conclusioni affrettate, né proiettare sull’altro le nostre idee o credenze. Significa porsi nella condizione di ascoltare le ragioni che l’altro porta nella discussione. 

Altro aspetto da non trascurare è il giudizio. In una discussione ci sono sempre più ragioni che ciascuno porta sul tavolo del confronto. È importante accoglierle senza giudicare prematuramente né puntare il dito contro. È possibile che proprio da un ascolto più profondo si possano cogliere aspetti che fino ad allora si aveva trascurato.

I rancori sono spesso la risultante di qualcosa che non si è detto. Oppure nascono da un’incapacità di dire di no in alcune occasioni. Per risolvere un litigio, dunque, un primo passo da compiere riguarda la creazione di un ambiente di confronto aperto. Dunque, è bene non trascurare l’importanza di una comunicazione assertiva in diverse occasioni. Essere assertivi vuol dire non dover ricorrere all’aggressività per esprimere i propri bisogni. Per questo imparare a comunicare in questa maniera è un ottimo modo per prendersi cura dei rapporti umani che si creano. 

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