Ecco cosa scatta nel cervello quando alcune persone ci irritano o infastidiscono particolarmente

Vivere in armonia con alcune persone risulta particolarmente difficile. Potrebbe trattarsi di un collega, del vicino di casa o di un parente che si fa fatica a sopportare. A volte non si riescono a comprendere le ragioni per cui si prova una certa seccatura quando si è in sua compagnia, eppure è così. Ci sono persone che suscitano una repulsione che si mescola a rabbia. Non si tratta di un particolare gesto o azione che compiono, piuttosto è una sensazione generalizzata che si fa fatica a comprendere. Essa è presente e non si può proprio fare a meno di sentirla. Potrebbe sembrare strano, eppure ecco cosa scatta nel cervello quando alcune persone ci irritano o infastidiscono particolarmente. In alcuni casi questo vissuto potrebbe rivelare molto del mondo interno della persona che lo sta vivendo. Ciò che l’altro suscita in noi può essere la risultante di un meccanismo di difesa inconscio che nella vita quotidiana potrebbe capitare di mettere in atto.

Perché la mente si difende da alcuni pensieri o emozioni

Sono numerose le funzioni che la mente riesce a compiere senza che vi sia il controllo volontario della persona. Non si tratta solo di funzioni vitali e fisiologiche come far battere il cuore o tenere attivo il sistema respiratorio. Anche dal punto di vista psicologico ciascuno di noi mette in moto dei circuiti di cui spesso non si ha consapevolezza. Un esempio estremamente comune riguarda i meccanismi di difesa. Questi processi, che si volgono perlopiù in maniera inconscia, sono diversi e generalmente si formano nel corso dello sviluppo dell’individuo.

Come definisce il termine stesso, i meccanismi di difesa sono dei sistemi che servono a preservare l’Io e a proteggerlo da alcune situazioni di pericolo. Essi svolgono generalmente un’importante funzione di adattamento all’ambiente, allontanando le minacce che il soggetto percepisce sul piano emotivo, affettivo e del carattere. In questo senso, dunque, i meccanismi di difesa sono degli strumenti che ciascuno può conoscere ed utilizzare per evolversi e maturare. Tuttavia, in alcune circostanze più che una protezione rappresentano un ostacolo o un impedimento alla crescita personale. In precedenza abbiamo ad esempio descritto quali sono i segni di insicurezza più evidenti in una persona e che interessano alcune caratteristiche psicologiche della sua personalità

Ecco cosa scatta nel cervello quando alcune persone ci irritano o infastidiscono particolarmente

Quando ci si trova di fronte ad una persona che suscita fastidio, quella sensazione potrebbe dirci qualcosa sul modo che abbiamo di funzionare. Uno dei meccanismi di difesa che più di frequente si utilizza è la proiezione. Attraverso la proiezione l’individuo sposta alcune parti di sé, sentimenti o affetti, generalmente sgradevoli, verso il mondo esterno. Alcuni studi scientifici si sono occupati di mostrare il modo in cui la proiezione funziona rispetto ad altri meccanismi. Compiendo questa operazione, la persona che proietta attribuisce agli altri parti di sé che rifiuta mostrando ostilità nei riguardi della persona che subisce la proiezione.

In questo modo la mente si difende dal provare ansia o angoscia relativamente a quelle parti di sé che non si riconoscono come proprie. Questo meccanismo può attivarsi in molte e differenti situazioni. Quando ci si lamenta di quello che una persona fa o dice. Oppure quando si tende ad accusare, mettendo in evidenza l’errore dell’altro. In questi casi abbiamo spiegato cosa sarebbe meglio dire quando qualcuno ci offende o ci umilia. Imparare e riconoscere le proprie proiezioni, dunque, potrebbe consentire di acquisire più consapevolezza di se stessi ed attivare una reale crescita evolutiva.

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