Ecco perché non si riesce a dimenticare una persona anche quando si vorrebbe farlo

La memoria rappresenta quel bagaglio di ricordi che arricchisce e dona una particolare tonalità emotiva alla vita di ciascuno. Essa è la parte più intima e unica che ogni persona coltiva nel corso del tempo. Spesso infatti i ricordi rappresentano dolci momenti di abbandono al passato, un modo per crogiolarsi nella rievocazione di momenti felici e spensierati. Accanto a queste deliziose immagini, tuttavia, si accostano anche ricordi meno piacevoli. C’è chi vorrebbe cancellarli con un colpo di spugna o chi avrebbe preferito non vivere quel momento che ora ricompare vivido in memoria. 

In molti casi si vorrebbe dimenticare la persona che è stata fonte di dolore. Si pensi ad un ex, ad un’amicizia andata in fumo o ad un legame familiare scomodo. Più ci si concentra sul desiderio di dimenticare quella persona e sempre più intenso diventa il ricordo. Questo è un fenomeno che potrebbe avere una spiegazione psicologica molto ben precisa ed interessante da conoscere.

Perché non si smette di pensare proprio a quella persona

Quali sono le ragioni che spingono a voler dimenticare una persona? La risposta all’interrogativo richiede sempre un’analisi specifica per ogni caso. Nel corso della vita a volte accade che alcuni rapporti sui quali si aveva fatto un importante investimento emotivo si interrompano bruscamente. Si scopre che la persona era falsa, oppure che in qualche modo stava esercitando un’influenza negativa. In un precedente articolo, ad esempio, abbiamo spiegato come capire quando una persona ti sta manipolando. Alla stessa maniera, è spesso utile sapere in che modo si comporta un manipolatore in amicizia o amore. Ciò perché simili dinamiche descrivono frequentemente i rapporti di amore o affettivi che si instaurano tra le persone. 

Numerosi studi scientifici hanno mostrato quanto la perdita di fiducia all’interno di un rapporto possa costituire una vera e propria situazione traumatica. È per tale ragione che nessuno vorrebbe trattenere in memoria ricordi così negativi e dolorosi. Malgrado numerosi sforzi tesi a dimenticare, però, sembra che la motivazione non sia sufficiente a spegnere il riflettore sul ricordo. Vediamo per quale ragione.

Ecco perché non si riesce a dimenticare una persona anche quando si vorrebbe farlo

In campo psicologico gli studi sul modo in cui funziona la memoria sono diventati particolarmente numerosi. Senza memoria ogni giorno sarebbe come il primo in cui siamo venuti al mondo e dovremmo ogni volta imparare cose che invece sono ormai automatiche: camminare, parlare, muovere il corpo e tanto altro. Queste sono sequenze ormai ampiamente consolidate e presenti nel proprio bagaglio. Le ragioni che invece talvolta si nascono dietro il costante ricordo di una persona che si vorrebbe cancellare possono essere estremamente diverse. 

Una spiegazione in questo ambito la fornisce il cosiddetto Effetto Zeigarnik, dal nome della psicologa che lo ha individuato. Partendo dalle sue osservazioni, la dottoressa notò che generalmente la mente umana è meglio programmata a portare a termine compiti che aveva già cominciato. L’azione interrotta rimane in memoria in maniera più vivace perché si crea una sorta di tensione mentale che impedisce alla mente di iniziarne una nuova.

Partendo da simili evidenze, è possibile spiegare la ragione per cui alcune relazioni interrotte o sospese rimangano incastrate in memoria più a lungo. È come se per il cervello non si fossero concluse e questo ingenera uno stato di tensione. Secondo questa prospettiva, per dimenticare e lasciar andare definitivamente una persona dalla propria mente, si potrebbe immaginare una chiusura al rapporto interrotto. Se dunque le ragioni che attivano il costante ricordo sono legate ad una interruzione nel rapporto, l’effetto Zeigarnik ne spiega le ragioni.

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