Gli occhi parlano e dicono subito se incontrare qualcuno crea stress ed emozioni negative

Se è vero che alcune parole toccano, è altrettanto evidente che molti sguardi parlano e lasciano un segno. Quando una persona che non conosciamo ci fissa siamo presi dalla curiosità di capire le sue intenzioni. Ci chiediamo perché ci rivolga attenzioni e se sia in qualche modo attratto da noi. Non tolleriamo gli sguardi insistenti e tendiamo ad abbassare il nostro o a lanciare sfide con un’occhiataccia.

Di solito, i temperamenti più impavidi fissano a loro volta per invitare l’altro a desistere dal fissarli. I più insicuri preferiscono la via di fuga che offre loro il pavimento, il manto stradale o un orizzonte lontano. In tal caso si potrebbe imparare ad aprirsi di più con gli altri ed essere una persona più espansiva attraverso piccoli stratagemmi.

Quando gli sguardi comunicano vergogna

Al pari del linguaggio verbale gli occhi parlano e dicono subito se un eventuale incontro genera stress ed emozioni negative. In altre circostanze lo sguardo lascia trapelare un senso di imbarazzo e di inadeguatezza. Soprattutto i soggetti più timidi potrebbe apprendere delle semplici strategie comportamentali e come fare per non vergognarsi di sé e del proprio corpo

Talvolta quel che esprime un contatto visivo è talmente profondo che non si saprebbe dire di che colore sono gli occhi che ci guardano. I bambini mal sopportano che gli adulti inforchino gli occhiali di sole perché non hanno libero accesso allo sguardo.

Non riuscendo a cogliere ancora bene le varie sfumature del linguaggio verbale si affidano infatti all’interpretazione degli sguardi. Se i vostri occhi saranno ridenti li vedrete sorridere contenti anche quando li ricoprirete di improperi o parlerete loro in greco antico. A rassicurarli in merito alla vostra disposizione d’animo saranno proprio gli occhi.

Gli occhi parlano e dicono subito se incontrare qualcuno crea stress ed emozioni negative

Chi già conosce la via più breve per catturare l’attenzione di una persona sa che la vista gioca un ruolo decisivo. Crediamo molto più a ciò che vediamo che non a ciò che sentiamo dire. Quando gli occhi vagano riescono a catturare innumerevoli informazioni che poi torneranno utili per decifrare quel che accade intorno a noi.

In una conversazione con un amico, uno sconosciuto o l’amato il movimento degli occhi svela e veicola messaggi carichi di significato. Per non lasciar trapelare le proprie emozioni si dovrebbe abbassare le palpebre giù, ma ciò è possibile solo per alcuni brevi istanti. Nello studio su “La lingua segreta del corpo”, l’analista Anne A. Schutzenberger fornisce interpretazioni illuminanti. In base a numerose osservazioni empiriche si è notato che dagli sguardi si può intuire lo stato d’animo del nostro interlocutore.

Persino in una chiacchierata fra amici gli occhi seguono precise direzioni se l’incontro prende una piega sgradita. Quando si inizia a percepire un certo disagio o il dialogo diventa stressante si tende a cercare una via di fuga. Gli occhi si dirigono quindi verso il soffitto come ad evitare lo sguardo altrui. Oppure si muovono in cerca della porta che ovviamente simboleggia un collegamento con l’esterno.

Se viene meno l’atmosfera distesa e tranquilla anche gli sguardi comunicano la volontà e la fretta di lasciare la persona e il luogo che suscitano un senso di oppressione. Evidentemente ciò di cui si parla o a cui ci si riferisce mette in una posizione scomoda chi ci ascolta. Il suo primo istinto sarà dunque quello di prepararsi alla fuga soprattutto se non vuole sostenere oltre la conversazione. Lo capiremo subito dai rapidi movimenti con con i suoi occhi eviteranno l’imbarazzo di continuare a guardarci.

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