Il perfezionista che vuole sempre il meglio nasconde una parte di sé attraverso questi comportamenti

Agli occhi degli altri diamo l’impressione di essere sempre efficienti e capaci di sciogliere qualunque nodo. Si rivolgono a noi ben volentieri perché sanno che in qualche modo riusciremo ad offrire aiuto e sostegno. Siamo punto di riferimento per parenti, amici e colleghi e ciò ovviamente ci lusinga non poco. Non tutti sanno che però basterebbe poco a farci vacillare. E soprattutto che spesso è anche semplicemente una la domanda che più suscita vergogna e imbarazzo.

In molte occasioni riceviamo apprezzamenti per l’abilità con cui portiamo a compimento gli incarichi che ci assegnano. Non lasciamo un’impresa a metà strada perché l’incompiuto ci priverebbe del sonno. Ma il perfezionista che è in noi e che vuole sempre il meglio nasconde una parte di sé attraverso particolari comportamenti. 

I danni del perfezionismo 

Spesso la nostra coscienza riposa soltanto quando abbiamo fatto tutto al massimo delle nostre potenzialità. La smania di perfezione ci attanaglia al punto tale che preferiamo non chiedere aiuto. Gli altri non saprebbero fare bene quanto noi e non permettiamo loro di sostituirci. Invece di affidarci scegliamo di sopportare un sovraccarico di lavoro. Meglio stramazzare di stanchezza ogni sera che dover tollerare il pressapochismo degli altri. Dietro la volontà di svolgere al meglio i propri compiti non sempre vi è un effettivo desiderio di migliorarsi.

Chi si impegna a dare il massimo in ogni attività potrebbe in realtà essere schiavo di alcune false convinzioni. E a condurlo su una strada piena di menzogne potrebbe essere proprio il riconoscimento altrui. Chi sa ben fare o dire riceve applausi a cui facilmente e presto si abitua. Ogni giorno cerca di ripetere l’esperienza di tale successo aumentando energie e impegno.

Sale di primo mattino sul palcoscenico per mettere in scena il proprio pezzo migliore e godere dell’applauso che puntuale arriverà. Non di rado deve anche tenere sotto controllo disturbi d’ansia che compaiono in periodi di intenso stress emotivo. Oltre ad essere performante deve anche occuparsi dei sintomi che gli procura il timore di non essere all’altezza.

Il perfezionista che vuole sempre il meglio nasconde una parte di sé attraverso questi comportamenti

Per liberarsi dalle gabbie mentali del perfezionismo sarebbe anzitutto utile sapere come non vergognarsi di se stessi. In secondo luogo conviene conoscere i due volti del perfezionismo. Ciò perché se da un lato è fonte di piacere agire al meglio, dall’altro potrebbe generare ansia e inquietudine. Risulta positiva la spinta ad agire bene quando essa è finalizzata al miglioramento di sé e delle proprie abilità. Valga come esempio l’atleta che si spende durante l’allenamento o lo studente che si dedica alla lettura per ampliare il proprio vocabolario.

Lo stesso desiderio potrebbe rivelarsi tossico nella misura in cui invece è orientamento ad ottenere l’apprezzamento degli altri. Mi impegno al massimo delle mie potenzialità perché il docente possa elogiarmi dinanzi a tutta la classe. Così come consegno il lavoro prima della scadenza perché il datore possa congratularsi con me. Mi impegno a vincere la gara per poter cogliere l’orgoglio negli occhi di mio padre. Ad ogni età e in qualunque ambito si può inconsapevolmente scivolare nella zona d’ombra del perfezionismo.

Il volto negativo della smania di perfezione riflette talvolta proprio la paura di non essere apprezzati semplicemente per quel che si è. Ho tanto timore di non essere accolto e amato che cerco in ogni modo di far risaltare le mie abilità. I miei sforzi continui mi aiutano a recitare il ruolo della persona efficiente, ma allo stesso tempo svelano ciò che mi affanno a nascondere. Prima di me sale sul palcoscenico la dipendenza dal giudizio altrui. Ciò che potrebbe infatti immediatamente risaltare è la scarsa considerazione che si ha di se stessi.

La stima di sé è talmente scarsa che si cerca disperatamente di ottenerla da chi ci guarda vivere. E il voler far tutto alla perfezione e meglio di altri mette a nudo proprio il bisogno di ricevere conferme e apprezzamento.

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