La rabbia e la frustrazione potrebbero provocare questi effetti dannosi a cervello e corpo

Solitamente si dispensano cure e attenzioni maggiori alla salute fisica che a quella mentale. L’innalzamento della temperatura corporea e la febbre che ne consegue ci spingono subito a porre rimedio allo stato di infiammazione. Anche una semplice irritazione cutanea o la pulizia dei denti sollecitano un intervento pronto ed efficace. Ci rivolgiamo subito al dermatologo per eliminare le macchie della vecchiaia su mani e viso.

Più difficilmente fissiamo un appuntamento con uno psicoterapeuta per accertarci di godere di uno stato di benessere psichico. Eppure ci sono emozioni e difficoltà emotive che scavano lunghe gallerie oscure nei sotterranei della nostra quotidianità. In particolare una condizione di rabbia e frustrazione alla lunga potrebbe scatenare effetti dannosi a cervello e corpo. 

I disturbi più comuni

Tali disposizioni negative dell’animo cercano di far avvertire la loro presenza attraverso dei sintomi più o meno vivaci. Molta parte del disagio psichico si manifesta attraverso un’ampia varietà di disturbi più o meno invalidanti. Fra i più comuni ci sono l’insonnia, gli attacchi di panico, la depressione, l’ansia, le fobie, disturbo ossessivo-compulsivo ecc. 

Pur tuttavia è possibile utilizzare la rabbia a proprio vantaggio e trarne benefici insospettati. Ma anche quando tali sindromi condizionano negativamente le relazioni si è piuttosto restii ad intraprendere un percorso di psicoterapia. Si preferisce ipotizzare che alcuni specifici sintomi scompariranno col tempo senza lasciare tracce durevoli.

Nel frattempo pur di tenere sotto controllo emozioni forti come la rabbia e la frustrazione si ricorre a strategie distruttive. Nel tentativo di mettere a tacere ciò che agita l’animo potrebbe infatti accadere di maturare pericolose dipendenze da sostanze assai nocive.

La rabbia e la frustrazione potrebbero provocare questi effetti dannosi a cervello e corpo

Quando non si ha modo e occasione di esprimere un’emozione si fa di tutto per reprimerla. In tal modo la si rinchiude temporaneamente in un luogo da cui speriamo non possa interferire con la qualità della vita e delle interazioni sociali. Per repressione si intende la negazione di una consapevolezza. Piuttosto che essere coscienti che la rabbia ci sta assediando si sceglie di non esserne consapevoli. 

A tal fine conviene saper riconoscere le persone frustrate e in quali modi ci si può difendere dalla loro rabbia. In linea di massima, quando si prova paura, gelosia o rabbia si cerca di reprimerla nella misura in cui la si giudica un’emozione negativa. Si arriva alla repressione tramite modi diversi che possono provocare effetti dannosi a cervello e corpo. Fra i più comuni vi sono l’alcol, la nicotina, le droghe, la caffeina, l’allenamento fisico assai intenso, gli eccessi alimentari ecc.

In particolare per tenere a bada la rabbia e la frustrazione si fa ricorso alla nicotina. Quando si perdono le staffe si verificano infatti alcuni cambiamenti fisiologici fra cui la dilatazione dei vasi sanguigni. Non a caso si diventa rossi in viso per la rabbia e il fumo di sigaretta aiuta a reprimerla perché causa un restringimento delle arterie.

Dal linguaggio corporeo di moltissimi fumatori si possono inoltre dedurre alcuni inequivocabili manifestazioni di rabbia e frustrazione. Pur tuttavia la repressione di queste emozioni tramite la nicotina alla lunga determina una condizione di dipendenza. Come è noto, l’assunzione costante di tabacco scatena l’insorgenza di una serie di patologie e riduce drasticamente la durata media dell’esistenza. Si pensi che diminuisce di più di 4 anni la vita media di chi inizia a fumare all’età di 25 anni un pacchetto di sigarette al giorno. 

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