La relazione con il coniuge migliora quando i partners accettano questa semplice verità

Quando i primi momenti dell’innamoramento sono ormai trascorsi si aspetta con fervore quelli dell’amore. Dopo l’iniziale tempesta emotiva dei primissimi mesi, l’innamorato inizia a costruire un rapporto amoroso che potrebbe sfidare il tempo. Il matrimonio dovrebbe infatti unire per sempre una coppia o per lo meno così raccontano le promesse nuziali.

Per superare la prova del tempo con successo è necessario che tra i due amanti vi sia un’intesa significativa e molto accordo. La vita in comune e la nascita dei figli sottopone a continui scossoni la solidità del legame e lo fa vacillare sotto i colpi della stanchezza e delle difficoltà. L’impegno costante da parte di entrambi i coniugi può tuttavia limitare al minimo i rischi di un’eventuale rottura. Anche la relazione con il coniuge migliora quando entrambi accettano una semplice verità che si tende invece a tacere.

I primi segnali di malessere

Fra i nemici più pericolosi della coppia figurano sicuramente l’insoddisfazione e il risentimento. Se uno dei due inizia a sentirsi scontento di ciò che vivono più facilmente volgerà lo sguardo altrove. Il che non necessariamente comporterà l’eventualità di un tradimento, ma anche semplicemente una perdita di interesse. La presenza dell’altro al proprio fianco potrebbe gradualmente diventare quasi del tutto indifferente.

Di conseguenza diminuisce anche il livello di attenzione e cura nei suoi riguardi fino a raggiungere l’altezza dell’erba. Non a caso, abbiamo già evidenziato che alcuni piccoli cambiamenti quotidiani rivelano che l’apatia e la tristezza fanno ormai parte di noi.

La relazione con il coniuge migliora quando i partners accettano questa semplice verità

Secondo il parere dello psicologo Israel Charny si può salvare il salvabile raggiungendo un delicato “equilibrio di amore e odio”. Sebbene il termine “odio” possa suonare esagerato in realtà designa una componente imprescindibile nelle relazioni sentimentali. Odiamo e nello stesso tempo siamo irresistibilmente attratti da chi amiamo e ci ama. Ogni rapporto sentimentale è attraversato da forti tensioni distruttive che scorrono parallele al desiderio d’amore.

Difficilmente altre persone a noi care riusciranno a procurarci tanta sofferenza quanto potrebbe un marito o una moglie. Per rimettere in piedi un matrimonio che è caduto rovinosamente nel fango si potrebbe quindi ripartire da questa consapevolezza. Per far ciò è anzitutto necessario trovare il coraggio di superare la paura della solitudine e dell’abbandono.

La semplice verità che fatichiamo ad ammettere consiste proprio nell’accettare che nutriamo odio e rancore nei confronti del coniuge. Ci vergogniamo di confessare a noi stessi che lo/la odiamo e respingiamo questa percezione per non dover ammettere di essere capaci di odio. Al contrario, il legame potrebbe recuperare nuova linfa e forza proprio se si riconosce che ad unire la coppia è anche un sentimento di rancore.

Non si deve stupire chi dentro di sé cova risentimento nei confronti dell’amato. Né tantomeno sentirsi in colpa se in alcune circostanze lascia trasparire astio. Dinanzi alle manifestazioni di ostilità anche l’altro si sentirà autorizzato a dar voce al proprio malanimo senza provare vergogna.

Per ripartire dopo l’ennesimo scontro si potrà ricordare a se stessi e al coniuge che è necessario essere abili funamboli. Si dovrà quindi accettare di vivere sempre in bilico tra amore e odio e che anzi è l’equilibrio di questi due ingredienti fondamentali a dare sapore alla minestra quotidiana.

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