La rivalità fra fratelli potrebbe dipendere da queste esperienze dolorose del passato

Il successo di un fratello o di una sorella spesso suscita invidie e gelosie destinate a durare negli anni. Allo stesso tempo i problemi e le difficoltà dell’uno possono spingere l’altro a venirgli in soccorso. Anche nella relazione fra fratelli si riscontra l’ambivalenza e quindi la presenza simultanea di amore e odio. Quando il rancore ci assale si potrebbe tuttavia imparare un modo per usare la rabbia a proprio vantaggio e renderla un’energia positiva.

Spesso la rivalità che sorge fra i fratelli potrebbe dipendere da alcune esperienze dolorose verificatesi in passato. Si tenga anzitutto conto che il primogenito perde il suo primato quando nasce un fratello o una sorella. Il figlio unico perde improvvisamente la corona non appena diventa il fratello maggiore dell’ultimo nato. D’un tratto e con scarso preavviso è costretto a ritirare le truppe e a cedere parte del territorio al nuovo arrivato. In famiglia tutti si raccolgono attorno al neonato e il centro di gravità momentaneamente si sposta.

Cosa si nasconde dietro l’aggressività

Per non perdere completamente la maestà sui propri possedimenti il figlio maggiore fa ricorso ad alcuni meccanismi di difesa. Talvolta si difende attraverso la regressione assumendo atteggiamenti infantili nel tentativo di diventare nuovamente un neonato bisognoso di cure. In alternativa utilizza la proiezione e attribuisce al fratellino o alla sorellina la responsabilità dei propri pensieri negativi sul loro conto. 

Vi sono anche quelli che assumono atteggiamenti aggressivi e modi scontrosi pur di difendersi dalla paura di non essere più al centro dell’interesse. Dietro la rabbia e l’aggressività spesso si nascondono cumuli di sofferenza che ancora stentano a trovare parole e riconoscimento da parte di chi li avverte.

A prescindere dalle possibili reazioni, il primogenito dovrà metabolizzare il lutto per aver perso la padronanza assoluta. Sa che sua madre non è più soltanto sua e che deve dividere il suo affetto con il bambino appena arrivato dall’ospedale. Ben presto dovrà anche abbandonare la speranza che venga riportato in clinica e lì lasciato per sempre.

La rivalità fra fratelli potrebbe dipendere da queste esperienze dolorose del passato

Man mano che gli anni passano questi antichi rancori tornano a galla e danno origine a dissapori e litigi. Né andrebbe trascurato che alla lunga la rabbia e la frustrazione provocano effetti dannosi a cervello e corpo di cui abbiamo già discusso. 

I conflitti che scoppiano per le più svariate ragioni in realtà fungono da semplice pretesto per riattizzare le braci di un focolare antico. Né mancano le occasioni per riaccendere un odio che viene da lontano e che richiama alla mente la competizione e la lotta per assicurarsi le cure materne. Persino quando i genitori sono ormai anziani o addirittura defunti fra fratelli e sorelle ci si sfida ancora per recuperare terreno.

Quel che resta come un livido sull’anima è la vecchia ferita dell’infanzia. Malgrado il trascorrere dei decenni si conserva il ricordo di una delle prime e più dolorose perdite dell’esistenza. Il secondo figlio infatti è e rimarrà l’usurpatore di quell’unione esclusiva tra la madre e il primogenito. Nelle liti future ricompare dunque, sebbene in forma latente, il risentimento per quanto avvenuto nei primissimi anni di vita. Non ne siamo consapevoli, ma ad ardere dentro di noi è ancora il fuoco devastante della gelosia.

A riprova di ciò si può notare che si instaura un diverso rapporto di fratellanza se la madre è assente o avara nel dispensare cure materne. In mancanza di una figura cui attaccarsi i due fratelli o sorelle stringono un patto di solidarietà e di mutuo aiuto. Creano pertanto un legame fortissimo che serve a sostituire quello materno e a garantire sopravvivenza contro le avversità. L’uno difende l’altro e vivono all’ombra di un patto di fedeltà per cui si danno reciproco conforto e sostegno.

Questo tipo di armonia e di legame si stabilisce di frequente nel caso in cui i figli rimangono orfani e decidono di sostenersi vicendevolmente. Ciò perché hanno tutti parimenti perso l’oggetto del primo amore e trovano conforto stringendosi in un abbraccio fraterno. 

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