La strada più breve per attirare l’attenzione di una persona e arrivare al suo cuore

L’interesse ci muove ad agire e a trovare le soluzioni più efficaci per ottenere ciò che vogliamo. Quando ciò accade troviamo il modo di essere vincenti e di non sentirci schiavi delle circostanze esterne quali il lavoro e i legami sentimentali. Più è forte la motivazione, più il nostro motore diventa efficiente e prestante. Anche chi solitamente non è molto attivo e tende ad abbattersi alle prime difficoltà potrebbe d’un tratto sorprendervi.

Talvolta è sufficiente un singolo evento a risvegliare entusiasmi e interessi. La nascita di un figlio potrebbe aiutare un genitore a lasciarsi alle spalle una cattiva abitudine. Qualunque circostanza potrebbe pertanto innescare un cambiamento di rotta in direzione di una crescita. E di sicuro ciò che muove all’azione è proprio la determinazione con cui ci si risolve a tentare una nuova strada.

Un motivo per mantenere alto lo stato di vigilanza

Persino il ragazzo più svogliato e apparentemente apatico, in alcuni contesti, potrebbe rivelarsi molto arguto. Benché sembri sonnecchiare tutto il giorno è capace di ingegnarsi per procurarsi il denaro necessario all’acquisto delle sigarette o di ciò che lo intriga. A spingerlo all’azione è un richiamo più potente che riaccende le sue migliori capacità mentali. Allo stesso modo chi si droga, pur intontito dall’effetto delle sostanze stupefacenti, ridiventa lucido al momento di procacciarsi un’altra dose.

Il che equivale a dire che siamo già pronti ad agire e diamo il meglio di noi quando a muoverci è l’interesse. Una volta stabilito che qualcosa è per noi irrinunciabile ci armeremo in ogni modo per farla nostra. Parallelamente sarebbe salutare non sottovalutare l’importanza di alleggerire la mente per evitare che alcuni pensieri diventino assillanti.

La strada più breve per attirare l’attenzione di una persona e arrivare al suo cuore

Alcune parole, più di altre, posseggono uno strano potere e hanno una maggiore presa sull’altro. Fra le tante possibili, la parola che costringe l’altro è il proprio nome. Quando sentiamo pronunciare il nostro nome diventa inevitabile iniziare a prestare ascolto a quanto viene detto. Rivolgersi a qualcuno chiamandola per nome può essere una strategia vincente per catturare l’attenzione. Il modo più rapido e sicuro per condurre a me una persona consiste nel lasciar risuonare il nome nell’aria.

Gli studiosi hanno definito “effetto cocktail party” l’abilità del cervello di sentire pronunciare il proprio nome anche nel caos di una festa. Nonostante i rumori di sottofondo e l’alto volume della musica si riesce a percepire che qualcuno fa il nostro nome. Abbiamo una tale familiarità con il suono delle lettere che lo compongono che riusciamo a sentirlo anche in mezzo al frastuono. E allora perché non sfruttare la potenza evocativa di una così breve parola?

Una manciata di lettere basterà a stabilire un immediato contatto con l’altro. Rivolgersi a qualcuno chiamandolo per nome non solo allerta l’attenzione, ma suscita una maggiore disponibilità all’ascolto. Si è più propensi ad accogliere qualcosa se il nostro interlocutore pronuncia spesso il nostro nome. È un po’ come sentirsi a casa, in un luogo sicuro che si conosce bene e in cui non si ha da temere.

Si crea un clima di accoglienza per cui sentire ripetere il proprio nome rimanda alle prime esperienze di vita. Sin dalle prime ore dopo la nascita al nostro cervello giunge continuamente il suono del nome che i genitori hanno scelto. Ci giriamo spontaneamente al solo udirlo e ci fermiamo per strada per rispondere al suo richiamo. È fondamentale quindi usare la strategia del nome di una persona per assicurarsi almeno i primi minuti di attenzione. I seguenti dipenderanno dall’abilità con cui riusciremo a tenere alto il livello di interesse.

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