L’apatia e la tristezza sono già in noi se notiamo questi piccoli cambiamenti quotidiani

Non tutto si verifica d’un tratto e senza preavviso per volere del caso. Ci sono situazioni che accadono perché nel tempo si creano i presupposti giusti. Del resto non si pianta un chiodo con un solo colpo di martello. Le persone che non si arrendono e non si lasciano scoraggiare hanno in mente 4 lettere fondamentali di cui abbiamo già discusso. Anche per ingrassare ci vogliono settimane di eccessi alimentare. Similmente serve un costante allenamento per sviluppare e conservare una muscolatura tonica.

Anche il nostro umore risente di alcuni fattori determinanti che nel corso del tempo possono prendere il sopravvento. E nel viavai degli impegni quotidiani non si è consapevoli che l’apatia e la tristezza ci appartengono perché non si fa caso a piccoli cambiamenti. Chi ci conosce da anni potrebbe più facilmente notare qualche mutamento in corso. E ancor meglio accorgersi che abbiamo perso l’entusiasmo e la voglia di stare insieme. 

La mancanza di motivazione e la depressione

Ad un occhio attento solitamente non sfugge quando un amico o un parente inizia a rifiutare inviti. Sembra che l’occasione di incontrarsi sia diventata poco gradita o comunque non si fa nulla per organizzare un incontro piacevole. Potrebbe trattarsi di un momento in cui ci si sente demoralizzati a seguito di una profonda delusione. Ma potrebbe anche rimandare ai primi sintomi di un disturbo depressivo cui conviene prestare attenzione sin dall’iniziale comparsa.

Sebbene non vi siano particolari motivi che impediscano di gioire, talvolta ci si sente come svuotati. Le energie mentali e fisiche sembrano calare per lasciare spazio ad una sensazione di perenne stanchezza. Sin dalle prime ore del mattino si fa il conto alla rovescia in vista di una pausa per poter rifiatare.

L’apatia e la tristezza sono già in noi se notiamo questi piccoli cambiamenti quotidiani

Ciò che prima attirava la nostra attenzione ci è diventato quasi del tutto indifferente. Persino andare in giro per negozi e fare acquisti non ci appaga come una volta. E se dovessero chiederci il giorno cosa abbiamo acquistato facciamo fatica a ricordarlo. Pare proprio che ci muoviamo e svolgiamo attività senza essere connessi con quel che facciamo. Sempre più spesso inventiamo scuse per rimanere a casa e tendiamo ad isolarci. 

Altrettanto spesso ci si impegna a non assumersi responsabilità e a spostare in avanti appuntamenti e scadenze. Diventa quindi importante capire come smettere di rimandare e cominciare ad agire in direzione di una svolta vitale. La solita routine quotidiana non sembra infastidirci con la sua monotonia, né ci impegniamo per interromperla con qualcosa di nuovo. Persino a tavola potremmo finire col mettere nel piatto pietanze simili e preparate senza cura. E potrebbe scemare anche l’interesse per alcuni cibi che prima rappresentavano una deliziosa ricompensa di una giornata impegnativa.

Chi si ritira sempre più in se stesso sta spesso indietreggiando dinanzi ad una realtà da cui si sente minacciato. Non si percepisce all’altezza delle aspettative che gli altri nutrono nei suoi riguardi. I figli pretendono ciò che pensa di non poter dar loro. Dai colleghi gli arrivano continue richieste e vive con ansia il confronto con quelli più abili e veloci nell’esecuzione degli incarichi.

Anche nei confronti del partner potrebbe provare un senso di inadeguatezza perché sa di non corrisponde perfettamente ai suoi ideali di coppia. Quando tutto ciò sembra marciare contro di noi come un esercito schierato e pronto all’offensiva è normale avvertire un bisogno di fuga. Si fugge da qualcosa che non si è più in grado di fronteggiare. E a volte può riuscire persino salutare difendersi da simili assalti prendendo le distanze per un po’ di tempo.

La tristezza e il disinteresse potrebbe pertanto essere i primi indizi che raccontano le tappe di una ritirata. Siamo noi stessi a richiamare i nostri soldati all’accampamento per non dover scendere in battaglia. Quando sappiamo che non disponiamo delle forze necessarie non è segno di debolezza concedersi un periodo di tregua.

Agli occhi di un osservatore esterno sembreremo tristi e magari apatici. Noi stessi invece potremmo cogliere in un momento simile l’opportunità per recuperare entusiasmi e desiderio di reinventarsi. Di qui l’importanza di motivarsi a fare qualcosa sin da subito per rimettere in moto entusiasmo e curiosità.

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