Le persone che non si arrendono e non si lasciano scoraggiare hanno in mente queste 4 lettere

Rimaniamo alquanto stupiti dinanzi alla forza d’animo che alcuni esibiscono anche quando subiscono duri colpi. Si arriva ad invidiare la prontezza con cui sono capaci di riacquistare l’equilibrio anche dopo forti scossoni. Tanto che spesso ci si chiede come trovare il coraggio di fare qualcosa che ci spaventa. Capita che perdano l’impiego o affrontino una dolorosa separazione dopo anni di matrimonio e comunque sono pronti a ricominciare.

Si possono prendere come esempio di questi temperamenti fuori dall’ordinario i cosiddetti “bambini indistruttibili” di Auschwitz. Si tratta di piccole creature indifese, ma dotate di risorse interiori assai particolari che gli hanno consentito di sopravvivere all’orrore dei campi di concentramento. Nessuna esperienza per quanto truce e dilaniante ha potuto sradicare la caparbietà e la resilienza con cui hanno superato sfide oltreumane. 

Smettere subito di rimandare

Sembra che alcuni individui posseggano dispositivi e strumenti utili non solo a contrastare, ma ad avere addirittura l’ultima parola su disgrazie e fallimenti. Non si perdono d’animo e sono più inclini a minimizzare i danni che hanno subito. Non amano raccontare più e più volte quel che hanno dovuto fronteggiare e non si fermano a fare l’inventario delle perdite.

Si rimettono in piedi e preferiscono rimettersi in marcia invece di rovistare fra le rovine. Li si può scambiare per uomini o donne superficiali e insensibili. In realtà il loro modo di fare così differente da quello comune attira gli sguardi degli invidiosi. 

Nella più parte dei casi si preferisce crogiolarsi nel disagio e ci si lamenta della propria cattiva sorte. Per non dare più corso a questa cattiva abitudine mentale si dovrebbe anzitutto sapere come smettere di rimandare e cominciare ad agire.

Le persone che non si arrendono e non si lasciano scoraggiare hanno in mente queste 4 lettere

Del resto non è semplice sgomberare l’animo dall’invidia quando si assiste alla rinascita di un uomo che si riteneva ormai fuori gioco. Gli individui che raramente si arrendono diventano esempi da emulare per quanti invece si abbandonano allo sconforto. In alcuni il desiderio di consolazione spesso si impone prepotente e sopravanza la volontà di scuotersi la polvere e ricominciare.

Chi riesce a rialzarsi dopo ogni caduta è mosso per lo più da una forte spinta motivazionale. Lo scrittore e saggista tedesco Johann Wolfgang von Goethe ricorda che “il successo ha quattro lettere: FARE”. E col termine successo non intendeva riferisci unicamente al raggiungimento di risultati strabilianti. La parola “successo” indica anzitutto quel che ci accade, o meglio che facciamo in modo che ci accada. Alcuni eventi sono al di fuori della nostra portata e sfuggono al nostro controllo.

Ma moltissimi altri dipendono e derivano dal nostro intervento e dalle abilità che acquisiamo con l’esperienza. Nelle sole quattro lettere del verbo fare si trova dunque la chiave di volta che regge l’intero edificio della nostra esistenza. Piuttosto che rimuginare e smarrirsi in riflessioni spesso infruttuose, l’autore del Faust invita ad agire.

Attraverso il fare quotidiano si ritroverà più facilmente e con maggiore rapidità la strada verso una nuova dimora. L’impegno che ogni azione richiede, più dei ripensamenti e dello sconforto, ci aiuterà a lasciare alle spalle quel che è stato. E non potendo cambiare il corso degli eventi passati tanto vale agire adesso con gli occhi puntati sui desideri di domani. 

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