Perché c’è chi non riesce a piangere anche quando soffre

Il pianto è una delle manifestazioni più evidenti che connotano diversi vissuti emotivi. Spesso si associa questo comportamento alla tristezza, al dolore, ma a volte si può piangere anche quando si prova una gioia intensa. Ci sono persone che hanno la cosiddetta lacrima facile e si lasciano andare al pianto anche durante la visione di un film o l’ascolto di un brano musicale. Altri invece sembrano del tutto estranei al pianto anche se a volte vorrebbe completamente abbandonarsi ad un simile comportamento. Capire perché c’è chi non riesce a piangere anche quando soffre può risultare quantomai interessante per analizzare il proprio modo di funzionare rispetto ad alcuni vissuti. 

Ecco perché le emozioni non sono fatte solo di parole

L’espressione delle emozioni che ciascuno sente nei diversi momenti di vita sembra un’impresa piuttosto semplice da realizzare. In realtà, esistono talmente tante sfumature che distinguere un vissuto emotivo dall’altro richiede un impegno riflessivo notevole. Le emozioni, da un punto di vista descrittivo, prima ancora che essere una definizione rappresentano un cambiamento nel mondo interno del soggetto. Esse si compongono di una valutazione cognitiva e di un’attivazione fisiologica. Ad esempio, la rabbia ci infiamma e concentra l’energia nella parte superiore del corpo, tanto farci provare una spinta distruttiva.

La paura invece attiva principalmente la zona interna vicina al cuore. La tristezza sembra quasi spegnere l’energia vitale del corpo, lo deprime. In questo senso, infatti, abbiamo spiegato in che modo si comporta una persona depressa. Chi è in contatto con una profonda tristezza o con il dolore tende ad un rallentamento delle proprie azioni e ad un ritiro solitamente. Comprendere l’entità delle emozioni che ci abitano può favorire una maggiore connessione con il proprio mondo interiore e il modo in cui funzioniamo. A partire da simili consapevolezze è possibile operare dei profondi cambiamenti.

Perché c’è chi non riesce a piangere anche quando soffre

Alcune persone s’interrogano sulle ragioni per cui non riescono a versare neanche una lacrima. Persino in quelle circostanze che dal punto di vista socio-culturale prevedono pianti inconsolabili, esse appaiono come delle fredde lastre di marmo. La necessità di piangere rappresenta una fase quasi catartica di alcuni processi emotivi. Il pianto, collegato ad una profonda tristezza, in qualche modo sembra liberare parte di quell’emozione opprimente che talvolta si vive. Sebbene sembri così normale, alcune persone proprio non approdano ad un simile evento. A volte, la ragione potrebbe essere rintracciabile in cause puramente organiche. 

C’è chi soffre della cosiddetta sindrome di Sjögren che comporta una marcata secchezza dei dotti lacrimali tale da rendere impossibile il pianto. Escludendo una simile ipotesi, altre ragioni del mancato pianto potrebbero essere rintracciabili in aspetti della personalità di un individuo. Un ulteriore fattore da non trascurare riguarda la sfera sociale e dei ruoli di genere. Un recente studio scientifico ha mostrato che la libertà percepita di abbandonarsi al pianto non è uguale tra uomini e donne. In molti Paesi le persone attribuiscono dei valori legati al pianto e alla sua utilità in presenza d’altri.

Per motivazioni culturali, generalmente gli uomini piangono meno delle donne, in quanto il pianto è interpretato come segno di debolezza o scarso autocontrollo in alcune culture. Prendendo consapevolezza di quali sono gli elementi che ostacolano il pianto nella persona, si potrebbe entrare più contato con quell’emozione. Lasciare che le lacrime scaturiscano al momento migliore per sé può consentire di vivere pienamente quell’emozione e provare un successivo sollievo che si accompagna all’accettazione.

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