Quando il dipendente affettivo lascia il partner

Le emozioni che ciascuno vive all’interno della propria relazione di coppia possono essere molte e variegate. A volte quello che sembra un amore totalizzante potrebbe in realtà nascondere delle insidie che solo nel tempo emergono. È il caso della dipendenza affettiva, un vissuto che talvolta può far ammalare il rapporto di coppia offuscando alcuni aspetti fondamentali. Nel momento in cui ci si rende conto che la relazione non nutre più sul piano affettivo ma descrive piuttosto una love addiction, potrebbe essere il momento di chiudere. Vediamo di seguito quando il dipendente affettivo lascia il partner e riesce finalmente a liberarsi da alcune catene cognitive e comportamentali che causano sofferenza.

Come riconoscere la dipendenza affettiva

Alcune relazioni d’amore possono essere fortemente tossiche per chi le vive e riservare esperienze di vita che si vorrebbe cancellare. Riconoscere e capire quali sono i segnali della dipendenza affettiva sin da subito è importante. Si tratta di un fenomeno simile alle altre dipendenze e che ha come oggetto il partner o una persona da cui si avverte di dipendere emotivamente. In un precedente articolo abbiamo illustrato come solitamente si comporta una dipendente affettiva. Quando si acquista consapevolezza della grande rinuncia all’autonomia che si opera all’interno di una dipendenza affettiva, scatta un forte desiderio di cambiamento. In questi casi, un percorso terapeutico può rappresentare un punto d’avvio importante. In linea con una simile spinta all’individualità, quand’è che una persona riesce ad allontanarsi dal partner da cui sente di dipendere?

Quando il dipendente affettivo lascia il partner

Nella generalità dei casi, la persona dipendente sul piano affettivo più che amare il partner sente di averne bisogno. Quest’ultimo probabilmente rappresenta la messa a terra delle ansie del dipendente, una continua fonte di sicurezza e un baluardo per le proprie paure. In questi casi, il dipendete affettivo è disposto a rinunciare ai propri bisogni pur di tenersi accanto la persona che crede di amare. In realtà, nella misura in cui la persona inizia a mettere al centro se stessa, riesce a riconoscersi meglio ed impara a dire di no. 

Il processo di auto-affermazione rappresenta una tappa fondamentale per liberarsi da alcune catene mentali ed emotive. In questo progressivo percorso la persona ha la possibilità di annientare la paura dell’abbandono e scoprirsi piacevolmente capace di poter badare a sé. Essa si rende conto di avere la possibilità di esistere anzitutto per stessa, piuttosto che per il partner. Inoltre impara a dare meno peso ai giudizi altrui affermando anzitutto i propri bisogni. Facendo proprie tutte queste consapevolezze, la dipendenza affettiva può diventare un lontano ricordo lasciando spazio ad una crescita individuale più autentica. 

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