Quando l’ansia da lavoro e la paura di sbagliare aumentano ecco cosa fare

Molte persone investono tempo, energie e denaro per ottenere l’impiego dei propri sogni. Altre invece scelgono più per necessità che per ambizione. Qualunque sia la ragione, oggi lavorare è un imperativo categorico per i più. Il lavoro consente di essere autonomi, di realizzare progetti e costruirsi un futuro. Ecco perché non riesce così difficile comprendere quanto alcune volte proprio il lavoro diventi fonte di stress e malessere. Quando l’ansia da lavoro e la paura di sbagliare aumentano, ecco cosa si può fare per andare a fondo di simili vissuti.

Trasformare il lavoro da obbligo a piacere

Sottovalutare gli effetti che un clima lavorativo sfavorevole ha sul benessere psicofisico, potrebbe distogliere da evidenti segnali di stress che si manifestano. Numerosi studi scientifici oggi insistono sull’importanza di costruire un ambiente lavorativo adeguato. Sebbene il dato sia indiscutibile, è vero che non sempre è possibile cambiare in maniera così rapida alcune dinamiche. Per questo abbiamo spiegato come sopravvivere ad un lavoro che non piace in alcune circostanze. All’interno dell’ambiente lavorativo entrano in gioco diverse dinamiche che non descrivono esclusivamente il ruolo che si svolge all’interno del proprio team. A volte a causare malesseri di diversa natura sono proprio le relazioni umane che si instaurano tra colleghi, con dipendenti o con i capi. A volte si sceglie di evitare il conflitto in onore di un generale “quieto vivere”. Ciò potrebbe far sì che si reprimano emozioni che invece è importante esprimere. Ad esempio, è bene sapere come farsi rispettare a lavoro senza essere aggressivi. Se l’aria che si respira è carica di tensioni, subentra talvolta una paralizzante paura di sbagliare e commettere errori. L’ansia cresce al punto da sentirsi stressati dal lavoro stesso e non si sa più cosa fare.

Quando l’ansia da lavoro e la paura di sbagliare aumentano ecco cosa fare

La paura di commettere degli errori nel proprio lavoro si chiama ergofobia. Essa fa parte dei disturbi d’ansia e si caratterizza per un eccessivo e intenso timore legato al lavoro che perdura nel tempo. Chi soffre di questa forma di ansia potrebbe viverla non solo sul luogo di lavoro, ma anche prima di recarsi presso la sede, come una sorta di paura anticipatoria. La persona ergofobica spesso accusa una difficoltà di concentrazione, scarsa attenzione, sintomi fisici come la tachicardia e difficoltà respiratorie. Questo vissuto è persistente e induce talvolta anche ad un calo del tono dell’umore. 

Nella più parte dei casi, l’ergofobia potrebbe associarsi a livelli di autostima ridotti e marcata insicurezza personale. Per accettare con maggiore serenità il proprio lavoro, sarebbe importante accrescere proprio queste dimensioni personali. A volte dietro un ergofobico potrebbe nascondersi un perfezionista, oppure una persona estremamente rigida con se stessa e con gli altri. Ammorbidire le proprie spigolosità, accogliendo l’imprevisto e l’inaspettato, è importante affinché il lavoro non diventi fonte di stress. Accettando l’idea che non è possibile controllare tutto, si arriva a fare pace e ad essere più clementi anzitutto con se stessi. È in questa maniera che l’ansia connessa al lavoro potrebbe diventare solo un vecchio ricordo. 

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