Riconoscere quando il cervello è stanco e in tilt

La cura della propria mente, al pari di quella che molti dedicano al corpo, passa dalle buone abitudini quotidiane. Il movimento, l’alimentazione e gli stimoli ambientali possono essere determinanti nel mantenersi giovani nonostante l’avanzare dell’età. Per questo motivo è fondamentale riconoscere quando il cervello è stanco e in tilt. Individuando sin da subito i segnali della stanchezza mentale, è possibile prendersi cura di uno degli organi più complessi del nostro organismo. Vediamo di seguito a cosa rivolgere particolare attenzione e secondo quali tempi farlo.

Gli effetti provenienti da determinate cause

Il nostro cervello rappresenta una sorta di centrale di controllo che agisce in maniera trasversale sull’organismo. Per misurare l’impatto che uno stile di vita malsano ha su quest’organo, basti pensare a cosa succede al cervello quando si dorme poco. Che si tratti anche di una sola notte di cattivo riposo, gli effetti sul funzionamento cerebrale possono essere sconvolgenti. Al pari della stanchezza fisica, infatti, la stanchezza mentale può letteralmente debilitare la persona. Un recente studio comparativo cinese ha mostrato come nello stato di affaticamento cognitivo l’attività cerebrale subisca un sensibile rallentamento. Analizzando i risultati delle analisi topografiche condotte sulla base dei dati EEG, gli studiosi hanno potuto evidenziare come alcuni compiti generino fatica in quest’organo. Così come accade per il fisico, anche il cervello necessita di riposo quando la stanchezza raggiunge livelli intollerabili. 

Riconoscere quando il cervello è stanco e in tilt

Se ci fermiamo a prendere consapevolezza sul nostro modo di funzionare, possiamo sin da subito cogliere importanti campanelli d’allarme. Abbiamo ad esempio illustrato cosa scatta nel cervello quando alcune persone ci irritano o ci infastidiscono

Esistono alcuni fenomeni descrittivi che ben delineano la stanchezza mentale. Nella generalità dei casi essa è la risultante di attività cognitive a lungo termine che ingenerano stress nei circuiti neurali. I principali sintomi di questa condizione sono difficoltà di concentrazione, tendenza all’errore, letargia, pensiero disordinato e scarsa prontezza di risposta agli stimoli. 

Ad oggi la stanchezza mentale è diventata un fenomeno piuttosto frequente, in quanto i ritmi frenetici delle giornate impongono scadenze inderogabili. In questi casi è importante concedersi di rivalutare i tempi in cui portare a termine quanto ci si è proposti di fare. In alcuni casi, infatti, vale la regola secondo la quale fare di meno equivale a fare di più. Ciò perché in tempi più comodi alle proprie esigenze possono evitare il collasso cognitivo e mantenere attiva e lucida la propria mente.

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