Trovare il coraggio di superare la paura della solitudine e dell’abbandono 

La solitudine spaventa molto perché si teme che sia una sorta di anticamera della depressione. Si è disposti ad accettare molti compromessi pur di avere qualcuno con cui poter uscire o partire nel fine settimana. Ci rassegniamo alla compagnia noiosa del compagno di allenamento che abbiamo conosciuto in palestra. Ci adeguiamo ad assecondare i desideri degli altri e accettiamo forme di divertimento che tali non sono per noi.

Persino annoiarsi per tutta la serata risulta alla fine più sopportabile dell’alternativa di rimanere a casa. Molto più impegnativo infatti è trovare il coraggio di vincere la paura della solitudine e dell’abbandono. E ciò vale soprattutto per chi arriva a vergognarsi di non avere qualcuno con cui trascorrere parte del tempo libero. In più occasioni quando ci sentiamo soli spesso indossiamo maschere pur di non mostrarlo agli altri e a noi stessi.

I vantaggi di restare soli con se stessi

A quanto pare ci spaventa maggiormente annoiarci stando soli piuttosto che in compagnia. Ma di fatto si tratta della medesima sensazione sgradevole. E in più si perde un’occasione importante perché è proprio attraverso la noia che la mente invia messaggi insospettabili e straordinari. Come ogni sofferenza contiene informazioni utili da cui trarre insegnamenti, così la noia rivela ciò che stiamo negando a noi stesse. Rifuggiamo dalla monotonia e dalla noia con la speranza di trovare qualcosa di intrigante al di fuori e in compagnia delle persone giuste.

Non sempre tuttavia riusciamo ad appagare tale bisogno e torniamo a noi più delusi di prima. L’amarezza che deriva da incontri e serate inconsistenti e vuote approfondisce quel senso di solitudine. Si accetta il successivo invito ad uscire pur andando incontro alla noia più per inerzia che per un effettivo desiderio di scambio. Incontro l’altro per dare e ricevere qualcosa e quando ciò non avviene mi sembra di aver sprecato un’opportunità, oltre che tempo.

Trovare il coraggio di superare la paura della solitudine e dell’abbandono

Quel che ci spinge a non isolarci non dipende da una scelta, ma da un profondo timore. Abbiamo paura che la solitudine ci renda tristi e apatici. O forse sappiamo che saremmo in compagnia di noi stessi e quest’evenienza ci atterrisce ben più della noia. Del resto, l’apatia e la tristezza sono già in noi se notiamo alcuni piccoli cambiamenti quotidiani. Accompagnarsi a qualcuno pur di evitare la solitudine non assicura tuttavia godimento, né vantaggi sicuri. Anzi talvolta “veniamo puniti per non essere riusciti a rimanere da soli” come avverte Marguerite Yourcenar.

Pur di scacciare la solitudine, finiamo in relazioni sentimentali tossiche o subiamo torti e ingiustizie da chi credevamo essere una persona fidata. Ma fra l’essere soli e il sentirsi soli vi è una differenza abissale su cui conviene fermarsi un attimo. Siamo convinti di non bastare a noi stessi e ci costringiamo alla ricerca di compagnia. Fra le mura domestiche non sapremmo come impiegare il tempo libero dal lavoro. Ipotizziamo che l’unica a bussare alla nostra porta sarà la tristezza.

Ma chi si impegna in qualcosa non sperimenta quella sensazione fastidiosa di isolamento da cui moltissimi fuggono. Chi è immerso in un’attività che prende fino a catturare l’ultimo scampolo di attenzione non è solo, né si sente solo. Al contrario, sta vivendo un momento di profondissima serenità ed è assolutamente appagato da quel che fa. Chi ama leggere ama rimanere da solo e non sente il peso del suo temporaneo isolamento sociale.

L’artista foss’anche dilettante che si diletta di pittura o scultura si percepisce in perfetta comunione con la sua creazione. Lo stesso benessere attraversa il corpo di chi coltiva il proprio campo con la speranza di veder germogliare i semi piantati. Come può sentirsi solo chi mette anima e corpo in ciò che fa?

Di sicuro è solo mentre scolpisce il legno o si perde fra le pagine di un testo accattivante, ma non si sente affatto solo. Anzi l’arrivo improvviso di qualcuno in un momento così estatico andrebbe ad interrompere un momento estatico. Per non sentirsi soli a volte basterebbe stare da soli e fare qualcosa che davvero prende in ostaggio corpo e mente. Così facendo sperimenteremo un modo altro di vivere la nostra compagnia e non temere l’assedio della solitudine.

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