Una semplice strategia per difendersi dal lavoro come fonte di stress e di stanchezza

Si arriva solo gradualmente ad aprire gli occhi e a rendersi conto che si è scivolati in una condizione di burn-out. Di giorno in giorno si continua a faticare e a tollerare il carico di fatica. Non potendo cambiare mestiere conviene capire come resistere ad un lavoro stressante che non ci piace più. Si ritiene normale sentirsi stanchi si sera quando si rientra a casa dopo tante ore di attività. Anche il riposo notturno non si rivela sufficiente a debellare completamente il senso di spossatezza fisica e mentale. Sembra che le ore di sonno non siano mai sufficienti a spegnere quell’affaticamento che si registra già a primo mattino.

 Eppure si potrebbe ricorrere ad una strategia per difendersi dal lavoro come fonte di stress e di stanchezza. Con piccoli accorgimenti non si lascerebbe più a malincuore la comodità del letto sapendo di dover rimettersi in marcia a passo sostenuto. Ci si alzerebbe con tutt’altro slancio. Ciò ovviamente se se però si andasse incontro a qualcosa di diverso ed entusiasmante. 

Come eliminare stress e ansia dalle giornate lavorative

Lo stato d’animo con cui si dà avvio ad un giorno nuovo dipende in larga misura da quel che sappiamo di poter fare. Ma fra il poter fare e il dover fare vi sono differenze sensibili. Il primo pensiero al risveglio spesso coincide con la consapevolezza di dover svolgere una professione che non ci appaga. I nostri esperti hanno già indicato quando il lavoro diventa motivo di ansia e porta alla depressione. Se le intere nostre giornate sono assorbite dagli impegni professionali sarà difficile trovare un equilibrio tra il piacere e il dovere. 

Si disegnerebbe un largo sorriso sul volto se invece si sapesse di avere tempo ed energie da destinare ad un’attività gratificante. In alcune stagioni della vita è tuttavia difficile dare una sterzata alla propria carriera e partire alla volta dell’incertezza. Chi non ha la possibilità di disfarsi di una professione che gli ruba le giornate, può per lo meno evitare di aggiungere anche risentimento e stress.

Una semplice strategia per difendersi dal lavoro come fonte di stress e di stanchezza

Giusto il guardiano di un faro o di greggi di capre difficilmente si imbatte in colleghi di lavoro che potrebbero infastidirlo. Nella più parte delle professioni è invece inevitabile l’incontro/scontro con altri lavoratori. I caratteri più remissivi sono più esposti al rischio di subire ingiustizie e abuso di potere dai colleghi più disinvolti e arroganti.

Capire come farsi rispettare al lavoro dovrebbe essere una prima strategia per difendersi in modo da non accumulare rancore e odio. Fra gli errori più comuni sul luogo di lavoro vi è quello di sopportare situazioni che sono fonte di stress e di stanchezza. La presenza di rapporti conflittuali con il collega ha un impatto negativo sul benessere psicofisico ben più forte di quanto si possa ipotizzare. Dover schivare la sua compagnia o guardarsi alle spalle per timore di ricevere danni procura uno stress continuo.

L’essere sotto pressione per lungo tempo logora la capacità di resistenza per cui iniziano a crollare le difese. Per evitare di esaurire del tutto le energie psicofisiche occorre agire in direzione opposta e cambiare senso di marcia. La sindrome da burn-out subentra allorquando ci costringiamo ad agire per puro senso del dovere. Chi si reca in ufficio e lavora controvoglia semplicemente perché obbligato a farlo non potrà resistere a lungo. Anche la forza di volontà e la disciplina più ferrea prima o poi sono soggette a frane.

Capita allora di assistere al crollo dei lavoratori più efficienti e puntuali che un giorno qualunque e senza preavviso si bloccano. A fermarli è un forte malessere per lo più invalidante che ferma la loro corsa verso il dover fare. La scialuppa di salvataggio più sicura su cui salire è invece quella sul cui bordo si legge la parola “piacere”. Quando si svolge una qualsiasi azione sotto la spinta del piacere non si ha neanche cognizione del tempo che avanza.

Il primo antidoto allo stress lavorativo è dato dal piacere. Perché la giornata lavorativa non si risolva in una serie di ore sgradevoli conviene studiare il modo di renderla piacevole. Bisogna quindi investire sulla qualità dei rapporti con i colleghi. Chi saprà costruire relazioni serene con gli altri avrà buoni motivi per tornare di buonanimo in ufficio il giorno dopo. Si andrà al lavoro anche per il piacere di raccontare al collega l’avventura della sera precedente o di condividere risate e scherzi.

Anche nelle professioni più ripetitive e alienanti si potrebbe trovare conforto nella presenza di un collega simpatico e sensibile. Spesso infatti si sottovaluta che si trascorre più tempo con i colleghi che con i figli e il partner. Perché dunque la professione non diventi motivo di frustrazione e stress sarà opportuno curare le interazioni umane.

Più del dovere e della necessità bisognerà quindi farsi guidare e sostenere dal principio del piacere. Ciò che piace e procura gioia rende meno faticoso persino il fardello di quelle attività lavorative che si vorrebbero abbandonare. 

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